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Matteo Ravasio, Carlo Spini e la moglie Gabriella Viciani, membri dell’associazione "Africa Tremila" sono i tre bergamaschi morti nellpincidente del Boeing 737 decollato alle 8,38 locali di domenica 10 marzo da Addis Abeba, in Etiopia, precipitato vicino a Bishoftu, nella regione di Debre Zeit, 62 chilometri a Sud-Est dalla capitale. Drammatico il bilancio dell’incidente: nessun sopravvissuto tra i 157 passeggeri a bordo, 8 di questi italiani.

Matteo Ravasio, commercialista di Bergamo con studio in via Paleocapa, 52 anni, sposato con Manuela e padre di una bimba di tre, era il tesoriere della onlus "Africa Tremila". Carlo Spini, 74 anni, medico in pensione, originario di Sansepolcro (Arezzo), era diventato presidente da un anno. La moglie Gabriella, 74enne infermiera e infaticabile volontaria, lo seguiva ovunque fosse necessario a sostenere l’attività dell’associazione: Eritrea, Malawi, Zimbabwe, Congo ma anche nazioni non africane come India e Cuba. La coppia abitava in Toscana e aveva quattro figli. Il Consiglio direttivo di Africa Tremila, con sede al civico 12 di via Torretta è composto da sette persone: il socio fondatore Roberto Spagnolo, il vicepresidente Mauro Centurelli e Gisella Inverardi; la Consigliera e segretaria Romina Russo e la presidente onoraria Annaluisa Pesenti. Oltre agli scomparsi Ravasio e Spini. Fondata nel 1995, in oltre vent’anni di attività ha curato un centinaio di progetti. Tra questi il “Sant Ursula HealtCenter“, dove erano diretti i tre volontari per consegnare delle attrezzature mediche. Il 21 marzo era fissato l’inaugurazione. Tra le costruzioni più recenti anche due scuole per bambini in Madagascar e una clinica sanitaria di circa mille metri quadrati in Zimbabwe.

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