caccia ungulati

Tempi di attesa e code sempre più astenuanti in queste giornate settembrine. Ad evidenziare la problematica, i diretti interessati -i detentori di armi da fuoco- che in questi giorni stanno sopportando lunghe file per ritirare le licenze per la detenzione di armi da fuoco ed in Ats, per il certificato medico da ottenere entro domani e poi presentarli alla Questura -se si abita in città- ed ai Carabinieri -se si abita in provincia-. L'alto numero di richieste da parte degli utenti e la Questura che solo lo scorso 4 settembre ha ricordato la scadenza di domani, hanno influito negativamente in questa situazione. Secondo la normativa vigente, chi detiene armi comuni da sparo - come fucili da caccia e pistole - senza avere una licenza di porto d'armi, deve ottenere ogni 5 anni un certificato medico in cui risulti che il medesimo soggetto non sia affetto da malattie mentali o problematiche che possano variare, anche in modo temporaneo, la capacità di intendere e di volere. Il certificato deve essere presentato entro il 13 settembre, in caso di mancato adempimento, l'interessato sarà diffidato a presentare la certificazione entro 60 giorni, al termine dei quali scatterà un procedimento amministrativo con l'emanazione da parte del Prefetto di un provvedimento di divieto di detenzioni di armi. Secondo la legge, collezionisti di armi antiche e coloro che sono autorizzati dalla legge a portare armi senza licenza -vertici delle forze di Polizia e magistrati- non devono presentare i certificati. Dal punto di vista economico, il costo di tali "permessi" non sono indifferenti: il certificato anamnestico rilasciato dal medico di base costa dai 20 ai 50 euro, la visita in Ats 38 euro -aggravata di altri 8 euro se pagata con bancomat negli uffici- ed infine la marca da bollo di 16 euro, il tutto per un totale di circa 100 euro.

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