truffa alpeggi

I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Marcheno da tempo monitoravano alcuni alpeggi della Val Trompia per verificarne la corretta gestione e conseguente erogazione dei fondi europei a sostegno dell’agricoltura di montagna.

Il sistema messo a punto da tre allevatori della pianura bresciana, scoperto dai Militari forestali, consisteva in questo: i tre prendevano in affitto centinaia di ettari di alpeggi d'alta quota per aumentare virtualmente la superficie agricola utilizzata dalle proprie aziende e riscuotere i premi riconosciuti da Bruxelles nell'ambito della Pac, (la politica agricola comunitaria). In realtà i capi bovini quei pascoli non li hanno mai visti: infatti i Carabinieri Forestali in tutto il periodo di alpeggio della stagione estiva 2017 hanno monitorato le malghe ove i tre imprenditori avrebbero dovuto condurre al pascolo i propri animali. Anche tramite l’ausilio di droni, i militari di Marcheno, comandati dal Ten. Col. Giuseppe Tedeschi e coordinati dal Sost. Proc. Dr. Ambrogio Cassiani, hanno dimostrato come gli alpeggi in questione non sono mai stati “caricati” (come si dice in gergo): infatti anche con l’ausilio di riprese aeree è stato facile dimostrare come a termine della stagione (settembre 2017) l’erba fosse ancora alta e verde, segnale inequivocabile dell’assenza di animali al pascolo. La truffa perpetrata ai danni dell’U.E. ammonterebbe a circa 200.000 euro. Accedendo ai finanziamenti pubblici, i tre (così come potrebbe essere avvenuto in altri casi analoghi) hanno sottratto risorse a quegli imprenditori onesti che vorrebbero condurre i propri animali al pascolo in alta montagna, ma che a causa della concorrenza sleale non possono evidentemente farlo. I tre ora rischiano pene fino a sei anni di reclusione e ovviamente la restituzione di quanto illecitamente percepito.

 

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