fiume

Adattare delle misure preventive per evitare una nuova epidemia di legionellosi. Nell'incontro istituzionale sul fiume Chiese, tenutosi ieri, giovedì 25 luglio, il Prefetto Attilio Visconti ha evidenziato il programma da mettere in atto per scampare il pericolo. Individuare i punti del fiume Chiese che sono ad elevato rischio di acqua stagnante, tenerli monitorati costantemente con campionamenti effettuati dall'autorità sanitaria; tenere pulito il letto del fiume e cercare di ottenere un accordo tra Trento e Regione Lombardia per far sì che venga rilasciata acqua. Filo conduttore della riunione, la necessità di garantire al fiume un flusso d'acqua costante per impedire la proliferazione del batterio. All'incontro presenti anche Ats, Aipo, Consorzio del Chiese, Ufficio territoriale regionale ed alcuni Comuni che rimasero coinvolti nell'epidemia del 2018 o situati nella "zona rossa". Il fiume, bagnando i territori che lo scorso anno hanno verificato diversi casi di legionellosi e polmonite, è uno degli indiziati responsabili dell'epidemia insieme alle torri di raffreddamento; motivo per cui, anche se in alcuni punti è già in sofferenza, si stanno ideando degli interventi precauzionali. L'Ats ha anche sottolineato la necessità di una tutela del deflusso minimo vitale, ovvero un utilizzo delle acque che tenga conto dei periodi di siccità.

 

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