Franco Fiorini

Archiviate dal Gip del Tribunale di Bergamo, Lucia Graziosi, le indagini sulla scomparsa di Franco Fiorini, scomparso il 13 febbraio 2016 dalla sua casa di Sarnico. A febbraio 2018 il Gip aveva respinto la prima istanza di archiviazione, invitando il PM Emanuele Marchisio a indagare per altri sei mesi, al termine dei quali è stato deciso che il fascicolo, aperto contro ignoti per il reato di omicidio, cui però nessuno ha mai creduto veramente, va archiviato.

Tutto però potrebbe essere riaperto qualora emergessero elementi decisivi e soprattutto se dovesse essere ritrovato il corpo del muratore di Sarnico, all’epoca 45enne, di cui non si hanno notizie dal 13 febbraio 2016, quando Fiorini era uscito dalla sua abitazione di via Faletto, sulle colline di Sarnico, tra le 7,50 e le 8,30 e l’ultimo a vederlo vivo era stato il figlio Federico, che vive con la madre separata e che quella mattina aveva bussato alla casa del padre per recuperare un quaderno prima di andare a scuola. Il ragazzo aveva raccontato che il padre stava bevendo un caffè ed era tranquillo mentre, in camera da letto, c’era la donna con cui il 45enne aveva trascorso parte della serata. Era con lei in auto quando Fiorini, al volante di un’auto furgonata della ditta edile per cui lavorava, a duecento metri dalla sua abitazione, s’era scontrato con una Opel Meriva guidata da un 52enne di Sarnico, che stava tornando a casa. Era subito balzata una coincidenza: l’uomo con cui si era scontrato aveva un debole per la donna che era in auto con il muratore. I sospetti su di una vendetta personale si erano però diradati presto ma da allora del Fiorini si sono perse le tracce. Gli avvocati della famiglia non hanno mai escluso del tutto la pista dell’omicidio e, per questo nella prima opposizione all’archiviazione era stato chiesto che si indagasse nell’ambiente delle fatture false. Anche perché un conoscente di Fiorini, un imprenditore di Villongo ora 61enne, condannato per quel reato, in quel periodo risultava pure lui irreperibile. Altro episodio su cui i legali avevano chiesto di indagare era il suicidio di una quarantenne di Credaro amica di Fiorini avvenuto il 30 giugno 2014, il giorno in cui i due dovevano vedersi per pranzo. Infine, l’approfondimento dell’esame dei tabulati telefonici era un ulteriore accertamento richiesto dalla famiglia. Nella seconda opposizione all’archiviazione, tra le altre istanze, c’era quella di indagare nel mondo degli stupefacenti, di cui il muratore faceva uso. Ma nulla di rilevante è emerso e così la Giudice Grazioni ha accolto l’istanza del Pubblico Ministero Marchisio.

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