Torna alla carica la Lega per l’abolizione della Caccia di Brescia: nel mirino, ancora una volta, finiscono gli appostamenti fissi all’interno delle Torbiere del Sebino. “Sullo sfondo c’è un quadro di illegalità generale fatto di centinaia di violazioni delle norme urbanistiche e venatorie

– scrive l’associazione in un comunicato stampa diffuso nelle ore scorse alle redazioni di giornali e tv - ma la stagione di caccia da appostamento che sta per iniziare nel Bresciano brillerà in negativo in particolare per un caso: la situazione scandalosa rappresentata da una Riserva naturale dedicata anche e soprattutto alla protezione dell’avifauna che è assediata da una rete di capanni, fissi e galleggianti, che semplicemente non dovrebbe esistere”. Le associazioni LAC (Lega Abolizione Caccia) e GRIG (Gruppo d’Intervento Giuridico) sono in prima fila da anni per richiedere la revoca degli appostamenti fissi di caccia che si trovano a meno di mille metri dal perimetro della Riserva, e hanno appena presentato una nuova richiesta di sospensiva: lo stop deve essere propedeutico alla realizzazione di una Valutazione d’incidenza complessiva dell’intera rete di capanni che finora non è mai stata attuata. L’incidenza, ovviamente, esiste e le postazioni di sparo terrestri e acquatiche non solo intercettano l’avifauna migratrice, ma hanno riempito e riempiono i fondali e terreni paludosi con decine di chili di piombo ogni anno.

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