Alice Leccioli a San Pellegrino

“Buongiorno sono Alice, frequento la quarta superiore e quel giocattolino li è il mio. Si chiama esoscheletro e grazie a lui sto imparando a camminare”. Ha rotto così il ghiaccio Alice Leccioli, davanti a più di duecento ragazzi dell'Istituto Alberghiero di San Pellegrino Terme e dell’Istituto Turoldo di Zogno, riuniti a San Pellegrino Terme per un’originale lezione in occasione delle iniziative di Bergamoscienza, svoltesi anche in Valle Brembana nelle ultime settimane.

Alice, 18 anni il prossimo marzo, abita in provincia di Ferrara e sin dalla nascita è affetta da una paralisi cerebrale che la costringe su una sedia a rotelle. “Ho ricevuto questo regalo che ho chiamato Felicità - ha spiegato la giovane studentessa - da una donatrice anonima. Con l'esoscheletro ho potuto iniziare a muovere i miei primi passi: è stata un'emozione incredibile. A poco a poco miglioro ogni giorno. All'inizio facevo 200 passi al massimo, ora sono quasi a 2.000. Ad aiutarmi c'è anche mio papà che mi sorregge da dietro l'imbragatura, che indosso dalla schiena fino ai piedi e che mi consente di camminare”.Alice ha raccontato la sua storia agli studenti stupiti e incuriositi. “A settembre sono entrata in classe per la prima volta in piedi, invece che sulla mia carrozzina – ha detto con commozione Alice -. Due mie compagne di classe mi tenevano per mano. La mia vita sta cambiando grazie a Felicità e vorrei che tutte le persone disabili possano avere la possibilità come me di rimettersi in piedi e in gioco. La ricerca tecnologica è molto importante per tutti noi”.

Della storia di Alice aveva parlato anche il programma “Le Iene”, che ha ospitato più volte Alice. Negli studi televisivi ha fatto conoscenza con Alessia Marcuzzi, Nicola Savino e la Gialappa's Band. “Alice ha dimostrato ai suoi coetanei bergamaschi una forza di vivere straordinaria”, ha affermato Giampietro Salvi, neurologo della Clinica Quarenghi e presidente dell’Associazione Genesis che ha supportato l’iniziativa e che festeggia quest’anno i 30 anni di attività.

Nonostante il gravissimo handicap, con l’esoscheletro Alice ha camminato tra due ali di ragazzi per circa 100 metri lungo il viale centrale della cittadina termale, suscitando sorpresa, stupore ed emozione. “I robot – aggiunge Salvi - piano piano stanno diventando parte integrante della nostra vita quotidiana. Se usati per fini nobili, come aiutare le persone nei lavori usuranti e pericolosi o come nel caso di Alice per migliorare la sua situazione neuromotoria, diventano compagni di vita, amici con cui condividere parte delle nostre giornate”. Alice ha grinta da vendere, il suo motto è “ogni giorno un obiettivo diverso”, pur consapevole dei limiti che però non la fermano, tanto che il sogno è quello di lanciarsi in tandem con un paracadute. “La scienza – ha concluso Salvi - continuerà a progredire, a migliorare i robot, pertanto dovremo essere noi a stabilirne i limiti e gli usi affinché siano non contro, ma a favore della nostra società”.

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