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È stata revocata la ordinanza di divieto di consumo di frutta e verdura a Rogno, Artogne e Darfo nei terreni in cui, dopo l’incendio alla Valcart all’alba del 21 aprile, si temeva che potessero essersi accumulate sostanze inquinanti e pericolose per la salute.

n municipio a Rogno i tecnici delle Ats Bergamo e della Montagna hanno comunicato al sindaco Cristian Molinari gli esiti delle analisi compiute in tre laboratori sui campioni di terriccio, foglie di insalata ed erba da foraggio prelevati tra fine maggio e inizio giugno in diversi punti dei tre Comuni nel raggio di un chilometro dalla sede della Valcart. Dunque a quasi tre mesi di distanza da quel grande rogo tutte le analisi hanno dato esito negativo ed è stato spiegato che se sostanze pericolose si fossero davvero sedimentate nel terreno subito dopo l’incendio anche la frutta e la verdura cresciute due mesi dopo ne avrebbero conservato traccia. Invece i risultati che si sono stati presentati sono rassicuranti e dunque si può ritirare l’ordinanza che vietava la raccolta e il consumo. In Comune a Rogno ieri erano presenti i delegati delle due Agenzie di tutela della salute, dei tre Comuni e della stessa Valcart che si è fatta carico dei costi delle analisi. I campioni prelevati sono stati esaminati nel laboratorio dell’Ats di Bergamo, in uno di Milano e in uno del Veneto. Tutte tre le strutture hanno dato il medesimo riscontro, cioè che non sono presenti sostanze inquinanti. I campioni erano stati prelevati in quattro punti diversi a Rogno, due a Darfo e due a Artogne e le analisi hanno riguardato anche l’erba da foraggio destinata all’alimentazione degli animali poiché, tramite loro, le eventuali sostanze inquinanti sarebbero prima o poi entrate nel ciclo alimentare dell’uomo. Allevatori e agricoltori possono stare tranquilli: non sono stati individuate sostanze pericolose. I risultati delle analisi condotte per verificare gli effetti dell’incendio alla Valcart forniranno anche un riferimento per future indagini: Alto Sebino e Valle Camonica presentano diverse criticità ambientali e un’indagine come quella condotta a Rogno, Artogne e Darfo non era mai stata effettuata prima; gli esiti confluiranno in una banca dati per dare una base con riferimenti ambientali ora accertati.

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