tribunale Brescia

Udienza preliminare questo mercoledì 11 settembre a carico di 27 imputati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e raggiunti dall’inchiesta «Camaleonte» della Dda di Brescia, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Breno e della stazione di Clusone tra il novembre del 2017 e il novembre del 2018.

A processo, dopo due notifiche non andate a buon fine, davanti alla GUP Giulia Costantino c’erano anche Saimir e Taulant Sallaku. Secondo l’accusa del sostituto procuratore Paolo Savio, Saimir era il capo dell’associazione che nel periodo in esame riuscì a movimentare un’ottantina di chilogrammi di droga tra la sponda bresciana del Sebino e la val Seriana. Era lui che trovava grossisti, acquirenti e pure i corrieri e al suo fianco, per l’accusa, c’era il fratello Taulant. Con i due fratelli albanesi collaboravano anche un 71enne di Pisogne ed il figlio nel ruolo di intermediari tra i fornitori all’ingrosso e gli acquirenti. Davanti alla GUP anche Agim Bejko (69enne) e suo figlio Enkeleid (44) e Roland Tusha i tre albanesi di Osio Sotto monitorando i quali i Carabinieri erano giunti all’arresto in flagranza di Saimir Sallaku. In aula anche un 37enne operaio di Esine che acquistava abitualmente la droga dalla banda per poi rivenderla al dettaglio. L’udienza di questo mercoledì, preso atto del vizio della notifica dell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare, con il relativo stralcio di un paio di posizioni, è servita al giudice per registrare l’unica richiesta di patteggiamento avanzata, annotare quanti tra gli imputati hanno intenzione di discutere l’udienza preliminare e quanti invece preferiranno farsi processare in abbreviato. L'udienza è stata quindi aggiornata a lunedì 23, quando saranno pronunciati i primi verdetti.

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