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Dopo la pubblicazione delle immagini che ritraggono Paolo Erba, Sindaco di Malegno, con sei sacchi di monetine da 1 centesimo per un totale di 1.101 euro, ovvero l’ammontare del 5 per mille del 2014 che i malegnesi avevano devoluto al Comune e che lo Stato chiede di restituire, dal Ministero sono arrivare telefonate in cui erano richieste informazioni, promettendo di prendersi in carico la questione.

Il tutto è iniziato dal fatto che Malegno era stato estratto dal Ministero per la verifica delle rendicontazioni del 5 per mille, che aveva effettuato con 20 giorni di ritardo a causa di altri adempimenti burocratici cui i piccoli municipi devono assolvere. Per questo è stata chiesta la restituzione della somma, che nel frattempo però il Comune aveva già destinato alle famiglie con figli disabili. Il sindaco aveva allora messo in atto la sua protesta, scrivendo una lettera al primo ministro e ai Ministeri per affermare che «i piccoli Comuni non ce la fanno più». In questi giorni al Sindaco Erba sono giunti messaggi di solidarietà da amministratori, sindaci, personale pubblico da molte parti della Lombardia e d'Italia: infatti la notizia è stata ripresa da molti media di livello nazionale, arrivando anche a Roma da dove qualcuno si è attivato e ha chiamato in Comune richiedendo la documentazione promettendo interessamento. A intervenire è stato anche il presidente dell’Anci Antonio Decaro, che ha preso lo spunto del caso-monetine di Malegno per raccontare le difficoltà dei piccoli Comuni e di come le leggi statali spesso rendano la vita impossibile agli amministratori locali. Intanto i 6 sacchi di monetine, per un peso di 168 chili e un valore esatto di 1.101,36 euro, sono ancora stoccati in Comune a Malegno e Paolo Erba ha chiesto che un funzionario del ministero venga a ritirarli di persona.

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