valanghe

La Procura di Brescia ha aperto un'inchiesta, per disastro e omicidio colposo, sulla morte di Andrea Morandini, il 35enne vittima della valanga che si è staccata venerdì 13 aprile verso le 16.30 nel canale di Lago Lavena lungo ,la strada del Maniva, a circa 4 chilometri dal passo Crocedomini.

Con Andrea c'erano anche tre amici che si sono salvati e sono stati i primi a scavare disperatamente nella neve che aveva travolto Andrea che era l'ultimo del gruppo sulle motoslitte, partite dal piazzale di Bazena attorno alle 15.00 di quel venerdì. Il gruppo dei 4 escursionisti stava percorrendo una zona coperta da oltre 4 metri di neve, l'ultima caduta proprio poche ore prima, con una forte umidità ed un notevole rialzo termico. Da anni vige un'ordinanza comunale che vieta il transito in motoslitta nella zona percorsa dai 4. La zona è interessata anche da altri divieti analoghi: l'ordinanza della Provincia, che già da inizio stagione aveva chiuso al transito la 345 da Bazena a Gaver sino al Maniva, con i cartelli con indicato il pericolo di valanghe; la legge regionale 31/2008, che non consente il passaggio ai mezzi a motore in tutta quest’area e il divieto del Parco Adamello, che impedisce l'ingresso delle motoslitte (ma i 4 erano in zona esterna al perimetro del Parco). Da qui partirebbe l'inchiesta della sostituta procuratore Claudia Moregola, che al momento però non ha ancora iscritto nessuno nel registro degli indagati ma potrebbe procedere nelle prossime ore ad effettuare accertamenti. Questo lunedì 16 aprile verrà celebrato il funerale di Andrea alle 16.30 nella chiesa parrocchiale di Bienno, nel cui cimitero verrà tumulato.

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