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Il Gup di Brescia ha rinviato a giudizio un “educatore” islamico di 30 anni residente in Valle Seriana accusato di istigazione a delinquere dopo che su suoi profili Facebook e Instagram erano state trovate foto con donne velate e dopo che gli era stato sequestrato sul pc un file intitolato “Islamicizia”.

La difesa del 30enne ha affermato che si tratta di profili usati in incontri interculturali per spiegare la religione a cui si è convertito nel 2011. La Dda di Brescia, che ion occasione della scorsa udienza aveva chiesto il rinvio a giudizio, è ora convinta che si tratti di propaganda per la Jihad. Per il difensore del 30enne Islamico invece si tratterebbe di materiale estraneo a tesi estremiste e perciò questo mercoledì 7 novembre ha invocato il non luogo a procedere. La vicenda processuale si è ultimamente arricchita di un giallo informatico. L’hard disk su cui gli inquirenti hanno salvato le immagini tratte dai profili Fb e Instagram dell’indagato risulta inaccessibile. È stato lo stesso consulente della Dda, cui il Gup ha commissionato una perizia, a concludere che il disco “ha presentato problemi di natura fisico/meccanica che ne impediscono il corretto funzionamento e, nonostante i vari tentativi, non è stato possibile accedere ai dati presenti al suo interno”. Il processo inizierà il 25 febbraio prossimo.

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