malattia celiaca

La celiachia rappresenta l’intolleranza alimentare più frequente e colpisce circa l’1% della popolazione.
E’ stato calcolato che in Italia il numero teorico di celiaci si aggiri intorno ai 600.000 contro i circa 200.000 ad oggi diagnosticati. La malattia è più frequente tra le donne. I dati ufficiali indicano che piùdel 70% dei casi di celiachia sono a carico del sesso femminile. I nuovi LEA (Livelli essenziali di assistenza) hanno spostato la celiachia dalle malattie rare a quelle croniche invalidanti, dal momento che i dati epidemiologici attuali dimostrano che la patologia non rientra più nel limite di prevalenza (inferiore di 5/10.000 abitanti) stabilito a livello europeo per le malattie rare.
La celiachia è una malattia permanente dovuta a una reazione autoimmune alla gliadina,una proteina presente nel glutine che si trova per esempio nel grano, nell’orzo e nella segale. Nei soggetti celiaci mangiare glutine scatena una risposta immunitaria nell’intestino tenue; a lungo andare questa reazione produce un’infiammazione che danneggia il rivestimento dell’intestino tenue e impedisce l’assorbimento di alcuni nutrienti(malassorbimento).
Tipicamente compaiono sintomi intestinali quali diarrea, dolori addominali, e altri sintomi extraintestinali correlati ad un malassorbimento, come per esempio l'anemia che può essere dovuta ad un malassorbimento di ferro ,di vitamina B12 o acido folico. Altri sintomi extraintestinali sono la fragilità ossea dovuta a malassorbimento di calcio e vitamina D, e le afte che sono delle ulcerazioni dolorose che compaiono sulla mucosa orale. Nel complesso possiamo dire che la celiachia è una patologia multiorgano, in quanto il malassorbimento a lungo andare interessa tutti gli organi e gli apparati.
La diagnosi si fa principalmente con la ricerca di particolari autoanticorpi chiamati anti transglutaminasi . Esiste anche un test genetico chiamato DQ2-DQ8 che indica la predisposizione ad ammalarsi di celiachia la cui positività non coincide con la diagnosi di malattia, ma la cui negatività esclude la diagnosi. E' un test che può essere prescritto non dal medico di medicina generale ma solo dal genetista. La diagnosi di certezza si fa con una gastroscopia, durante la quale si esegue una biopsia della mucosa duodenale che evidenzia una infiltrazione di linfociti nella mucosa fino a, nelle fasi più avanzate, un' atrofia dei villi, cioè un appiattimento delle microscopiche estroflessioni della mucosa del tenue, che servono per aumentare la superficie di assorbimento. La biopsia consente anche di fare una descrizione del grado di malattia secondo una classificazione detta "classificazione Marsh" che comprende 4 gradi. Questo è importante dal punto di vista prognostico perchè più è alto il grado Marsh più è alta la possibilità di comparsa della più temibile e fortunatamente rara, delle complicanze della celiachia che è il linfoma intestinale, una forma tumorale maligna dell'intestino. Per quanto riguarda la terapia, attualmente non esistono terapie risolutive ma sono allo studio dei vaccini ma soprattutto degli inibitori della zonulina che è una proteina che aumenta la permeabilità della mucosa intestinale alla gliadina, aumentandone quindi la quantità che giunge in contatto con il sistema immunitario scatenando la produzione di quegli anticorpi che sono alla base della malattia.
Attualmente però il cardine del trattamento della malattia è la dieta priva di glutine. Cereali che non contengono il glutine sono: il riso, il mais, il grano saraceno, l'amaranto la manioca quelli che invece contengono il glutine sono : il frumento,il farro, l'orzo, la segale. Sono in commercio in negozi specializzati alimenti quali il, pane, pasta, biscotti ed altri alimenti che solitamente sono a base di frumento, privi di glutine.

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