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Fossi io il Sindaco
L’idea l’ho presentata al mio giovane sindaco nel 2015, quando cadeva il centenario dell’entrata in guerra contro l’esercito austro-ungarico che ci restituì i territori del Trentino alto Adige e altri lembi di terra friulana lasciando sul campo oltre 600.000 soldati morti molti dei quali delle nostre vallate, dei nostri Paesi. Una proposta simbolica, nell’attesa di un atto formale, una proposta che rinnovo al mio Sindaco ed ai sindaci del territorio in occasione del 2018 quando cadrà il centenario della fine della Grande Guerra che si consumò a due passi da casa mia.
Senza stravolgere la toponomastica del mio comune – operazione che prevede implicazioni di non poco conto – fossi io il sindaco, provvederei a dedicare anche in forma virtuale qualche via del mio Comune ai tanti giovani che, forse senza saperne il perché, si trovarono a concedere la propria vita al “nemico” a volte a causa di assurde decisioni di generali incapaci e meschini.
Un gesto che può contribuire a contrastare l’incapacità di fare i conti con la storia, che rappresenta uno dei mali peggiori della coscienza pubblica del nostro tempo.
Mi viene il magone considerare che nel mio Comune ci sono vie dedicate a Togliatti, a Bertolt Brecht, Filippo Turati e non si è trovato spazio per rendere alla memoria il sangue di molti giovani che qui hanno ancora i fratelli e le sorelle.
A.M.

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