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Spett.le Redazione,
grazie per l’opportunità che ci offrite di dire la nostra in merito ad alcuni argomenti. Il mio intervento non riguarda un fatto specifico del mio Comune, ma può essere adottato da tutti i sindaci. In pratica, all’inizio del mio incarico, inviterei i tecnici che collaborano nell’ufficio Lavori Pubblici a trascorre una giornata seduti su una carrozzella, magari girando un po’ per il paese. Sono certo che al termine dell’esperimento la loro visione del territorio sarebbe diversa. Anche il concetto di “abbattimento delle barriere architettoniche” assumerebbe un valore più vicino alle difficoltà che ogni giorno disabili, anziani, mamme che spingono la carrozzina, devono affrontare. Muoversi in un paese che non è pronto ad accoglierti, per un disabile in carrozzina equivale a sentirsi emarginato.
Con l'aggravante che tutto quello che da una vita si poteva fare e non si è fatto; ogni barriera architettonica non abbattuta, la mancanza di scivoli per entrare in un negozio qualsiasi o andarsi a bere un caffé, l'annullamento dei dislivelli pericolosi dai marciapiedi alle strade hanno il sapore di un vero e proprio rifiuto.
Provare per credere, ma con l’impegno di rimanere sulla carrozzella tutta una giornata per offrire un paese privo di ostacoli per potersi muovere, socializzare.... Vivere!
A.Z.

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