(Adnkronos) –
Vladimir Putin alza la posta e continua a raccontare una guerra che non c'è. La Russia ha aggredito l'Ucraina quasi 4 anni fa e descrive, anche all'inizio del 2026, un quadro che non trova riscontri sul campo. "Avanziamo ovunque", il messaggio che arriva sistematicamente da Mosca. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nelle ultime ore ha affermato che "il corridoio decisionale" per l'Ucraina "si sta restringendo".
Kiev, secondo la Russia, è spalle al muro e le difese si stanno sgretolando. Il presidente Volodymyr Zelensky, quindi, dovrebbe piegarsi alle richieste di Mosca per chiudere il conflitto, concedendo ben più di quanto è previsto dal piano che Ucraina e Stati Uniti stanno discutendo. I dati, però, evidenziano che le ambizioni russe non sono fondate. Le difese ucraine non sono sull'orlo del collasso e le forze di Kiev sono state in grado di impedire alle forze russe di raggiungere militarmente l'obiettivo di Putin di sottomettere tutta l'Ucraina, sottolinea l'Institute for the study of war (Isw), think tank americano che monitora quotidianamente il conflitto. Gli analisti ricordano che al top della propria avanzata, nel marzo 2022, le forze russe avevano conquistato il 26,16% dell'Ucraina. La successiva controffensiva per respingere le forze da Kiev e dall'Ucraina settentrionale ha ridotto questa quota al 20,21% alla fine di aprile 2022. Il controllo territoriale della Russia ha continuato a diminuire al 17,84% alla fine del 2022, dopo le azioni condotte dai reparti di Kiev a Kharkiv e Kherson. Il controllo degli invasori sull'Ucraina è rimasto sostanzialmente costante nel 2023, 2024 e 2025.
L'esercito di Putin controllava tra il 17,9 e il 18,52% dell'Ucraina nel 2023 e nel 2024. La percentuale è salita al 19,32% alla fine del 2025, con un progresso pari all'1,5% negli ultimi 3 anni di combattimenti. L'avanzata, alla fine, è stata estremamente limitata, poiché l'esercito aggressore ha dovuto ricorrere ad assalti guidati dalla fanteria, con perdite altissime in termini di uomini e mezzi. Non c'è stata una costante capacità di ripristinare la manovra meccanizzata sul campo di battaglia. "È probabile che i progressi russi continueranno ad essere lenti e faticosi, difficilmente porteranno a un rapido crollo della linea del fronte", la sintesi dell'Isw. Eppure, la strategia di Mosca a livello di comunicazione non cambia. Il capo di Stato Maggiore, Valery Gerasimov, continua a fornire informazioni che non trovano riscontri. Nell'ultimo aggiornamento, Gerasimov ha affermato che le forze russe stanno avanzando praticamente in tutte le direzioni del fronte e che i tentativi ucraini di fermare l'ondata sono falliti. In particolare, secondo il generale, le truppe russe avrebbero conquistato oltre 300 chilometri quadrati di territorio nelle prime due settimane di gennaio 2026. Tutto falso, o quasi: l'Isw, sulla base di riscontri, sostiene che l'esercito invasore abbia aumentato la presenza (attraverso missioni di infiltrazione o assalti) in soli 73,82 chilometri quadrati tra il 31 dicembre e il 13 gennaio. In pratica, tre quarti dei successi vantati da Gerasimov non esistono. Gerasimov ha affermato che le forze russe stanno espandendo la zona cuscinetto negli oblast settentrionali di Sumy e Kharkiv, grazie in particolare alla conquista dei villaggi di Hrabovske e Komarivka. In realtà, osserva l'Isw, ka linea del fronte in queste aree è rimasta in gran parte inattiva per anni e i recenti attacchi russi tra la fine di dicembre 2025 e la metà di gennaio 2026 avevano solo obiettivi di propaganda. Il Cremlino sta cercando di presentare queste azioni di portata limitata come l'apertura di un nuovo settore del fronte: in realtà non c'è nessun segnale relativo ad una massiccia offensiva imminente. Il caso più recente di informazione 'gonfiata' riguarda la conquista di Kupyansk. La città, nella migliore delle ipotesi per Mosca, è terreno di combattimenti. Non c'è il controllo da parte dei reparti di Mosca e persino i milblogger russi – che raccontano la guerra con informazioni spesso non fornite dalle autorità – hanno riconosciuto che le ripetute affermazioni del comando militare russo su Kupyansk sono prive di fondamento. Lo schema, alla fine, è sempre lo stesso: diffondere la falsa narrazione secondo cui una vittoria russa in Ucraina è inevitabile per convincere Kiev e l'Occidente che Zelensky dovrebbe accettare subito le richieste di Putin per evitare condizioni peggiori.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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