(Adnkronos) – "Il tumore della vescica coinvolge circa 31 mila nuovi pazienti l'anno in Italia e in una piccola quota di essi esordisce con delle metastasi. Davanti a questi pazienti, l'obiettivo delle cure è aumentare la sopravvivenza e la qualità di vita. In questo contesto, l'immunoterapia con pembrolizumab in associazione a un anticorpo farmaco-coniugato, enfortumab vedotin, dà la possibilità di raddoppiare la sopravvivenza, di controllare più a lungo la malattia, di ridurre nel 70% dei casi circa la malattia in una maniera clinicamente significativa, con un 30% dei pazienti che ha una scomparsa delle metastasi". Lo ha detto Roberto Iacovelli, professore associato di Oncologia medica all'università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, partecipando all'incontro organizzato a Roma per approfondire le prospettive di cura offerte dall'immunoncologia con particolare riferimento al trattamento per il carcinoma dell'urotelio, della cervice uterina e dell'endometrio.
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