(Adnkronos) – Meta ridimensiona drasticamente le ambizioni di Reality Labs e avvia una ristrutturazione che segna la fine dell'integrazione forzata tra hardware e software. Dopo aver tagliato il 10% della forza lavoro della divisione e chiuso tre studi di sviluppo interni, l'azienda guidata da Mark Zuckerberg ha annunciato una separazione netta tra la piattaforma Quest e Horizon Worlds. La scelta di Samantha Ryan, vicepresidente dei contenuti, riflette la necessità di abbandonare l'esclusività del visore per approdare in modo massiccio su mobile. Si tratta di una mossa pragmatica volta a intercettare il vasto bacino d'utenza che già popola mondi virtuali come quelli di Roblox o Fortnite, ecosistemi che hanno dimostrato come l'accessibilità da smartphone sia la chiave per il successo su larga scala. Il cambio di rotta non implica un abbandono totale del settore VR, ma ne ridefinisce i confini operativi verso un modello più sostenibile. I dati interni di Menlo Park mostrano infatti che l'86% del tempo trascorso dagli utenti sui visori è assorbito da applicazioni di terze parti, spingendo Meta a concentrarsi maggiormente sul supporto agli sviluppatori esterni piuttosto che sulla produzione proprietaria. Nonostante lo stop ai nuovi contenuti per app di fitness come Supernatural e la chiusura del metaverso dedicato al lavoro, lo sviluppo dell'hardware prosegue. La roadmap futura prevede nuovi dispositivi Quest destinati a segmenti di pubblico differenti, con la possibilità che i nuovi modelli presentino costi più elevati per riflettere la maturazione tecnologica del mercato. La nuova visione di Zuckerberg vede l'intelligenza artificiale come il pilastro centrale dei futuri social media, integrando la creazione di giochi generativi direttamente nei feed degli utenti. In questa prospettiva, Horizon Worlds smette di essere un'estensione necessaria del visore per trasformarsi in un ambiente 3D capace di sfruttare la potenza dell'IA per produrre contenuti immediati e condivisibili con miliardi di persone. Questa transizione segna il definitivo passaggio dal sogno di un mondo virtuale puramente immersivo a un modello di business più fluido, dove l'immersività diventa un'opzione e non più un requisito, ancorando la strategia aziendale alla realtà dei consumi digitali contemporanei.
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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