TREVIGLIO (BG) – Un dialogo diretto con i giovani per diffondere la cultura della legalità e promuovere comportamenti responsabili, in particolare alla guida e nella vita quotidiana. È questo l’obiettivo dell’incontro che si è svolto nella mattinata del 18 febbraio 2026 presso l’Istituto Scolastico Superiore “Oberdan” di Treviglio, dove i Carabinieri della Compagnia cittadina hanno incontrato circa 180 studenti delle classi prime a indirizzo liceale e tecnico.
All’appuntamento erano presenti il Comandante della Compagnia, Magg. Antonio Stanizzi, il Luogotenente Luca Bencivenga, il Maresciallo Capo Calogero Di Gloria e il Carabiniere Alessandra Lipari. Dopo la proiezione di un breve video di presentazione dell’Arma, l’incontro si è concentrato su temi di grande attualità e interesse per i ragazzi.
Educazione stradale e prevenzione
Ampio spazio è stato dedicato all’educazione stradale, con un richiamo alle principali norme del Codice della Strada e alle trasgressioni più comuni, tra cui la guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. I militari hanno illustrato non solo le conseguenze sanzionatorie, ma soprattutto i rischi concreti per la sicurezza propria e altrui.
Particolare attenzione è stata riservata al tema delle sostanze stupefacenti: dalle tipologie più diffuse sul mercato ai gravi danni per la salute fisica e psicologica. Un momento di confronto che ha permesso agli studenti di comprendere meglio le implicazioni legali e sanitarie legate all’uso di droga.
Un confronto aperto e partecipato
L’iniziativa ha suscitato vivo interesse: numerose le domande poste dai ragazzi, che hanno partecipato attivamente condividendo riflessioni e curiosità. Tra i quesiti emersi, anche quelli relativi alle modalità di arruolamento nell’Arma e ai percorsi per diventare Carabiniere, Maresciallo o Ufficiale.
Particolarmente significativa la domanda rivolta a uno dei militari presenti: “Se tu tornassi indietro, faresti ancora il Carabiniere?”. La risposta ha colpito l’attenzione degli studenti:
“Fare il Carabiniere non è solo una professione ma una missione. Se tornassi indietro rifarei questa scelta perché essere Carabiniere non significa solo far rispettare la legge, ma vuol dire servire la comunità, proteggere i più fragili, educare, rassicurare, soccorrere. Ma si riceve molto di più: la consapevolezza di essere utile, di aver fatto la differenza anche solo per una persona. E il momento più gratificante è quando quella persona ti dice grazie per ciò che hai fatto per lei”.
Un progetto più ampio sul territorio
L’incontro rientra in un progetto più ampio promosso dall’Arma per diffondere la cultura della legalità tra i giovani. La Compagnia di Treviglio ha già organizzato analoghe iniziative in altri istituti del territorio, affrontando tematiche come la criminalità giovanile, il bullismo e il cyberbullismo.
In accordo con i dirigenti scolastici, ulteriori appuntamenti sono già stati calendarizzati negli istituti secondari di primo e secondo grado dei Comuni di Treviglio, Brignano Gera d’Adda, Casirate d’Adda, Morengo, Castel Rozzone e Pagazzano. Per le classi quarte e quinte sono previsti incontri specifici su droga, reati commessi dalle cosiddette bande giovanili e violenza di genere.
L’obiettivo è chiaro: informare, prevenire e responsabilizzare, ma anche far comprendere ai ragazzi che i Carabinieri rappresentano un punto di riferimento, insieme a genitori e insegnanti, a cui potersi rivolgere per problemi, dubbi o richieste di aiuto.
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