Firenze ritrova lo splendore di Donatello

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(Adnkronos) – La Porta dei Martiri e la Porta degli Apostoli di Donatello brillano di nuovo nella Sagrestia Vecchia della Basilica di San Lorenzo a Firenze, restituendo alla città uno dei capitoli più alti del Rinascimento. Realizzate tra il 1440 e il 1442 circa, commissionate dalla famiglia Medici e concepite come autentici manifesti della maturità artistica del maestro, le due porte sono state sottoposte ad un restauro meticoloso e ricco di scoperte. Il restauro, condotto dal Settore Bronzi e armi antiche dell'Opificio delle Pietre Dure – diretto da Laura Speranza e Riccardo Gennaioli ed eseguito dai restauratori Stefania Agnoletti, Maria Baruffetti, Annalena Brini, Elisa Pucci, Giovanni Rotondi, con Nicola Salvioli e Saskia Giulietti – ha interessato in una prima fase la Porta dei Martiri. L'intervento sulla Porta degli Apostoli, reso possibile grazie al sostegno di Friends of Florence attraverso il dono di Michael e Sandy Collins, è stato avviato nel giugno 2024 e si è concluso il 1° ottobre 2025.  Prima dell'avvio delle operazioni conservative e dopo la scansione 3D delle superfici, è stata condotta una approfondita campagna diagnostica realizzata dal Laboratorio Scientifico dell’Opificio delle Pietre Dure. Le indagini hanno consentito di acquisire dati fondamentali sullo stato di conservazione delle opere e di definire metodologie di intervento altamente mirate e rispettose della materia originale. Inoltre la campagna diagnostica ha consentito di approfondire aspetti quali la tecnica di realizzazione.  Considerando il ricco apparato decorativo della Sagrestia Vecchia e la diffusa presenza di materiali eterogenei è possibile ipotizzare che Donatello abbia affidato la resa estetica delle porte alla sola lavorazione delle superfici, estremamente ricca e dettagliata. I quattro battenti hanno dimensioni simili con uno spessore di 4-5 cm. che aumenta nelle parti alte così da facilitare la rotazione. Ogni anta sembra essere stata fusa in un solo pezzo: non vi sono infatti agganci meccanici, neppure per il fissaggio dei grossi cardini.  La qualità del getto, in entrambe le porte, è eccezionale. Donatello non trascurò la rintelatura dei getti: i fondi dei riquadri risultano essere particolarmente levigati, mentre le vesti e le capigliature dei santi presentano una finissima punzonatura per creare delicati giochi di chiaroscuro. I battenti risultavano molto appiattiti nella straordinaria definizione superficiale a causa della presenza di ingenti quantità di materiali di deposito e sostanze oleo-cerose, prevalentemente brune, adesi in particolare nelle zone interne del modellato.  Consistenti alterazioni di colore verde, conseguenti al degrado delle cere e alla presenza di prodotti di corrosione del bronzo, sono state riscontrate nella parte inferiore delle porte, dove il modellato, in prossimità della pavimentazione appariva appiattito da concrezioni molto spesse.  Dopo l'iniziale spolveratura delle porte è stato eseguito un lavaggio a vapore, coadiuvato dal passaggio di tamponi e pennelli, finalizzato ad eliminare i depositi e le sostanze cerose e/o oleose presenti sulle superfici da precedenti interventi di manutenzione. La pulitura è stata effettuata mediante l’azione di miscela di solventi diversi. Un'accurata rifinitura dei fronti dei battenti, implementata anche con l'utilizzo della sabbiatura criogenica (tecnica che utilizza piccoli pellet di ghiaccio proiettati sulla superficie tramite aria compressa) ha consentito di liberare la minuta lavorazione superficiale dei fregi e delle figure. La pulitura del retro delle porte è stata calibrata in modo da non eliminare i residui di antiche patinature e i lacerti delle terre di fusione in aree del tutto prive di lavorazione; le spesse concrezioni presenti nei bordi e nei profili delle ante sono state eliminate con vibro-incisori. Infine le opere sono state protette con cere micro-cristalline. Entrambe le porte sono costituite da una coppia di battenti e rappresentano uno degli esempi più innovativi della ricerca plastica di Donatello nella maturità artistica. Le quattro ante, realizzate con la raffinata tecnica della fusione a cera persa, sono concepite come veri e propri polittici a rilievo inseriti entro una complessa architettura fortemente aggettante in macigno, composta da colonne ioniche che sostengono una trabeazione culminante in un timpano triangolare. Su ogni battente cinque grandi riquadri ritraggono coppie di santi, l'identità della maggior parte dei quali resta incerta ad eccezione di Stefano, Lorenzo Cosma e Damiano, protettori della famiglia Medici, scolpiti nella Porta dei Martiri (così chiamata perché ciascuna figura reca un ramo di palma, simbolo del martirio) e Giovanni Battista, i Padri della Chiesa e gli Evangelisti nella Porta degli Apostoli. Eleganti fregi, spezzati da rosette, incorniciano i riquadri. Le ante sono corredate da maniglie, non originali, concepite come due corde intrecciate. (di Paolo Martini) 
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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