I Carabinieri di Martinengo hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 33 anni, cittadino marocchino, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’intervento è avvenuto nel pomeriggio del 27 febbraio 2026 nel parcheggio del supermercato MD di via Piave, in una zona considerata particolarmente sensibile per la presenza nelle vicinanze del parco comunale Monte Grappa e dell’asilo parrocchiale Madonna della Fiamma.
L’operazione è scattata intorno alle 16.10, dopo alcune segnalazioni relative a una possibile attività di spaccio nell’area. I militari, impegnati in un servizio di osservazione, hanno notato l’uomo salire a bordo di una Fiat Punto appena arrivata nel parcheggio. In quel momento sarebbe stato documentato uno scambio droga-denaro tra l’indagato e il conducente dell’auto.
La successiva perquisizione personale ha permesso di rinvenire e sequestrare:
- 13 grammi di hashish già suddivisi in 5 dosi;
- 5 grammi di cocaina confezionati in 8 involucri pronti per la vendita;
- 610 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio;
- un telefono cellulare, utilizzato per i contatti con i clienti.
Dalle testimonianze raccolte e dagli ulteriori accertamenti sarebbe emerso un sistema di spaccio organizzato: gli acquirenti contattavano lo spacciatore tramite applicazioni di messaggistica, concordando di volta in volta il luogo dell’incontro in diversi punti del comune di Martinengo.
All’uomo è stata contestata anche l’aggravante prevista dall’articolo 80 del D.P.R. 309/90, poiché l’attività illecita sarebbe stata svolta nelle immediate vicinanze di luoghi frequentati da minori, con possibili conseguenze per la sicurezza pubblica.
Su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bergamo, il 33enne è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Treviglio in attesa del rito direttissimo presso il Tribunale di Bergamo. Al termine dell’udienza, il giudice ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Bergamo.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e nei confronti dell’indagato vale la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale condanna definitiva.
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