Brescia – Un dialogo tra passato e contemporaneo, tra uno dei massimi maestri del Rinascimento e uno dei più celebri fotografi del nostro tempo. È questo il cuore del progetto promosso dalla Fondazione Brescia Musei che, attraverso la fotografia, punta a valorizzare e reinterpretare il patrimonio culturale cittadino.
Dal 27 marzo al 12 luglio 2026, la Pinacoteca Tosio Martinengo ospiterà l’installazione site-specific “Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello”, un dittico fotografico commissionato al fotografo newyorkese Bruce Gilden, membro della celebre agenzia Magnum Photos.
L’opera nasce in occasione della partenza per New York di due capolavori di Raffaello Sanzio custoditi a Brescia: l’Angelo e il Cristo Redentore benedicente, protagonisti della mostra internazionale “Raphael: Sublime Poetry” al Metropolitan Museum of Art, in programma dal 29 marzo al 28 giugno 2026.
Un progetto che trasforma un prestito in opportunità creativa
La temporanea assenza delle opere raffaellesche diventa così occasione per una nuova produzione artistica. Fondazione Brescia Musei prosegue infatti una strategia già sperimentata con successo, trasformando il prestito internazionale in un momento generativo, capace di dare vita a nuove opere contemporanee che dialogano con i capolavori del passato.
Il dittico di Gilden non si limita a citare Raffaello, ma ne rilegge profondamente l’eredità. I principi di armonia, equilibrio e grazia – centrali nella visione del grande maestro urbinate – vengono reinterpretati attraverso uno sguardo fotografico intenso e ravvicinato.
Lo sguardo di Gilden: dal sacro all’umano
Noto per la sua street photography diretta e potente, Bruce Gilden abbandona qui il linguaggio più istintivo per costruire immagini più meditate e frontali. Il risultato è un lavoro che richiama la luce e la composizione raffaellesca, ma che allo stesso tempo spoglia le figure del loro alone dogmatico, restituendo loro una dimensione profondamente umana.
Attraverso questo “sguardo ravvicinato”, la distanza tra passato e presente si accorcia: il sacro si trasforma in presenza, la spiritualità in esperienza contemporanea. La fotografia diventa così uno strumento di rivelazione, capace di raccontare le aspirazioni più intime dell’uomo e di celebrare una nuova idea di “grazia”, intesa come purezza del presente.
Un’opera che entra nella collezione civica
Al termine dell’esposizione, il dittico entrerà a far parte della collezione permanente dei Musei Civici di Brescia, arricchendo ulteriormente il patrimonio artistico della città e rafforzando il legame tra tradizione e contemporaneità.
Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La rete dei Musei Civici di Brescia
Fondazione Brescia Musei, presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov, gestisce un articolato sistema culturale che comprende, tra gli altri, il Museo di Santa Giulia, il Parco archeologico di Brixia, la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Museo delle Armi Luigi Marzoli, il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia e il Castello di Brescia.
Un sistema che, anche attraverso iniziative come questa, continua a raccontare il patrimonio bresciano con linguaggi nuovi, capaci di parlare al pubblico contemporaneo senza perdere il legame con la storia.
Foto ed articolo Comunicato Stampa Fondazione Brescia Musei
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