AREU porta il soccorso tra i banchi a Treviglio “Emergenzopoli” forma i cittadini di domani

AREU porta il soccorso tra i banchi: a Treviglio “Emergenzopoli” forma i cittadini di domani

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Dalla chiamata al 112 al massaggio cardiaco: studenti protagonisti della catena del soccorso

L’AAT 118 di Bergamo in prima linea: “Intervenire subito può salvare una vita”

Treviglio, 19 marzo 2026 – Anche l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (AREU) della Lombardia, attraverso l’AAT 118 di Bergamo, ha partecipato attivamente all’edizione 2026 di “Emergenzopoli”, in corso in piazza Cameroni a Treviglio.

L’iniziativa, rivolta agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, punta a trasformare la “paura dell’emergenza” in “consapevolezza dell’intervento”, rendendo ogni cittadino – a partire dai più giovani – parte integrante della catena del soccorso. Un obiettivo che si affianca alla promozione della cultura della legalità, del rispetto delle regole e dei comportamenti responsabili.

All’inaugurazione hanno partecipato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, e il sindaco di Treviglio, Juri Imeri, che hanno visitato gli stand delle diverse realtà coinvolte: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Esercito Italiano, Associazione Ragazzi on the Road, Polizia Locale e Sommozzatori Volontari di Treviglio.

AREU ha avuto un ruolo centrale nelle attività educative dedicate al soccorso sanitario: l’AAT 118 di Bergamo ha schierato un’ambulanza, un’auto medica e un team composto da infermieri, tecnici e un medico, impegnati a spiegare ai più piccoli come funziona la rete dell’emergenza-urgenza, a partire dalla chiamata al Numero Unico Europeo 112.

Per gli studenti più grandi, invece, le attività si sono concentrate sulle manovre salvavita e sul primo intervento in caso di emergenza.

“Ai ragazzi delle scuole medie e superiori insegniamo tecniche che possono fare la differenza tra la vita e la morte – spiega il direttore dell’AAT di Bergamo, Fabio Martorana – perché intervenire nei primi minuti è determinante. Il nostro obiettivo è costruire una comunità più consapevole e pronta ad agire: il primo soccorso non deve essere percepito come qualcosa di riservato ai professionisti, ma come una competenza diffusa”.

“Durante le attività – prosegue – mostriamo in modo concreto come eseguire un massaggio cardiaco, spiegando che non bisogna avere timore di intervenire. Allo stesso modo, insegniamo quando e come utilizzare il defibrillatore, se disponibile, e affrontiamo le tecniche di disostruzione delle vie aeree, sia pediatriche sia per adulti. Sono gesti semplici, ma fondamentali, che possono salvare una vita in attesa dei soccorsi”.

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