Banana tra potassio e rischio glicemia, meglio acerba o matura? Cosa dice l’esperto

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(Adnkronos) – Tanto potassio, ma occhio alla glicemia e al picco insulinico. E' questo il "paradosso nutrizionale" della banana "di grande interesse per la dietetica moderna, ponendosi al centro del dibattito tra l'apporto di micronutrienti essenziali e la gestione del carico glicemico". A dirlo all'Adnkronos Salute è Mauro Minelli, immunologo e docente
di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro.  "Il suo punto di forza risiede indubbiamente nell'elevata concentrazione di potassio, un minerale – spiega ancora Minelli – che svolge un ruolo biochimico insostituibile nella polarizzazione delle membrane cellulari e nella conduzione degli impulsi nervosi. Questa caratteristica la rende un presidio naturale fondamentale per la salute dell'apparato cardiovascolare, poiché il potassio favorisce l'escrezione del sodio e contribuisce al mantenimento di una pressione arteriosa fisiologica, riducendo sensibilmente il rischio di eventi ipertensivi e crampi muscolari durante l'attività fisica". "Tuttavia – mette in guardia l'esperto -, l'efficacia nutrizionale della banana non può essere scissa dalla sua complessa dinamica glucidica, che evolve drasticamente durante il processo di maturazione".   In un frutto acerbo, spiega Minelli – la componente glucidica è costituita prevalentemente da amido resistente, una forma di carboidrato che si comporta in modo analogo alle fibre alimentari, resistendo alla digestione nell'intestino tenue e garantendo un rilascio di glucosio estremamente graduale. Con il progredire della maturazione, gli enzimi – sottolinea l'immunologo – idrolizzano questo amido trasformandolo in zuccheri semplici, quali saccarosio, glucosio e fruttosio, determinando un incremento esponenziale dell'indice glicemico del frutto",  "Questa trasformazione biochimica impone una strategia di consumo rigorosa per i soggetti che necessitano di un controllo metabolico costante. L'assunzione di una banana molto matura provoca infatti un rapido picco insulinico che può risultare controproducente per chi soffre di insulino-resistenza o diabete mellito", avverte.    "Per mitigare tale risposta senza rinunciare ai benefici minerali, la logica nutrizionale suggerisce di prediligere frutti a maturazione intermedia o di associare il consumo della banana a fonti proteiche e grassi insaturi. Tale sinergia rallenta lo svuotamento gastrico e la successiva velocità di assorbimento degli zuccheri nel flusso ematico, trasformando un potenziale rischio glicemico in una risorsa energetica equilibrata e duratura. In ultima analisi, la banana non va esclusa dalla dieta, ma gestita come uno strumento bioenergetico la cui efficacia dipende strettamente dal tempismo e dalle modalità di integrazione nel piano alimentare quotidiano".  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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