OSIO SOPRA (BG) – Un’operazione congiunta delle forze dell’ordine ha portato alla scoperta di un’attività completamente illegale nel cuore della provincia bergamasca. Nel pomeriggio del 2 aprile 2026, i Carabinieri della Stazione di Osio Sotto, con il supporto del Nucleo Forestale di Curno e della Polizia Locale Intercomunale di Osio Sotto, Osio Sopra e Levate, hanno smantellato un’officina meccanica abusiva.
L’attività ispettiva ha accertato come l’officina operasse in totale assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente. Al termine degli accertamenti, i militari del Nucleo Forestale hanno disposto il sequestro penale dell’intero capannone, insieme a numerosi beni e materiali rinvenuti all’interno.
Tra questi figurano tre autovetture, diverse attrezzature meccaniche, due carroponti e una cisterna. All’interno della struttura sono stati inoltre trovati fusti contenenti olio esausto, batterie fuori uso, pneumatici usati e parti di motore non bonificate, configurando un vero e proprio deposito incontrollato di rifiuti speciali, alcuni dei quali potenzialmente pericolosi.
Quattro le persone deferite all’Autorità Giudiziaria per il reato di deposito di rifiuti pericolosi, previsto dall’articolo 255 del D.Lgs. 152/2006. Si tratta di tre uomini – di 22, 25 e 41 anni, rispettivamente di nazionalità marocchina e libanese – residenti tra Dalmine, Scanzorosciate e Levate, tutti con precedenti di polizia e sorpresi all’interno dei locali durante il blitz. Denunciata anche una donna di 39 anni, residente ad Albino e legale rappresentante della società affittuaria dell’immobile, risultata incensurata.
L’intervento rientra in un più ampio piano di controllo del territorio finalizzato al contrasto dell’illegalità ambientale e delle attività abusive, fenomeni che non solo danneggiano l’economia regolare ma rappresentano anche un serio rischio per la salute pubblica e per l’ambiente.
Le Autorità Giudiziarie e Amministrative sono state informate dai reparti operanti, che proseguono ora con ulteriori accertamenti per quantificare l’entità dei danni ambientali e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, nei confronti degli indagati, vige la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale condanna definitiva.
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