Forza Italia, Marina Berlusconi vede Cirio e chiede congressi unitari: fermento in Campania e Sardegna

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(Adnkronos) – Dopo il cambio della guardia alla guida dei gruppo di Camera e Senato, ora la partita vera, raccontano, si sposterà sui Congressi locali e sul controllo di Forza Italia attraverso le tessere. Ieri, l'incontro a Milano tra Marina Berlusconi e il governatore del Piemonte, Alberto Cirio (emissario di Antonio Tajani a gestire il dossier congressuale) sarebbe servito a sancire un principio di metodo ben preciso che garantisca tutti, comprese le minoranze, per scongiurare rese di conti interne: i Congressi regionali (annunciati entro primavera) vanno celebrati solo laddove si va uniti.  E' il momento di guardare avanti senza dividersi, l'input arrivato dalla primogenita del Cav e dal fratello Pier Silvio già al vertice di Cologno monzese di venerdì scorso. In mancanza di unità, raccontano fonti qualificate azzurre, meglio rinviare. Ora si tratterà di vedere in quale Regione sarà più opportuno desistere e cosa si intende per Congresso unitario. Da settimane si vocifera di un malessere generalizzato al Sud. Qualcuno parla di una polveriera pronta a esplodere in Campania e Sardegna, dove i malumori sono usciti allo scoperto dopo le dimissioni di Gasparri con due distinti 'documenti politici' dove si chiede un'immediata sospensione dei congressi per aprire una riflessione politica interna. La protesta campana è contenuta nel testo (consegnato a Tajani e al coordinatore regionale azzurro Fulvio Martusciello) firmato dal senatore Francesco Silvestro e dai deputati Annarita Patriarca e Pino Bicchielli, dove si sottolineava che ''oggi la priorità deve essere una sola: rafforzare la presenza di Fi nei territori, costruire liste competitive, sostenere candidati autorevoli e condivisi, e contribuire in modo determinante alla vittoria del centrodestra''. Stop, dunque, ai congressi, per concentrarsi sulle prossime amministrative, ''banco di prova" che "richiede coesione, visione strategica e la piena mobilitazione di tutte le energie disponibili''.  E' il ''momento di fare squadra" e di ''lavorare insieme per sanare ogni frattura e aprire il partito ad ogni tipo di confronto e allargamento'', è il monito dei tre parlamentari campani. Bicchielli conferma il fermento all'ombra del Vesuvio e spiega all'Adnkronos: ''Se davvero ci fosse stata piena unitarietà politica, non sarebbe stato necessario un documento sottoscritto da tre parlamentari e condiviso ben oltre i firmatari: la sua stessa esistenza dimostra che in Campania oggi ci sono una serie di criticità politiche e quindi non ci sono le condizioni per celebrare un congresso''. Sulla stessa linea anche il documento anonimo spuntato in Sardegna dove si denunciava un "partito formalmente contendibile ma sostanzialmente blindato, in cui il peso delle decisioni rischia di essere determinato non dal radicamento e dal consenso, ma dalla capacità di organizzare pacchetti di adesioni prive di reale appartenenza politica". Il malumore, rimasto per ora sotto traccia, avrebbe contagiato pure la Sicilia.   
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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