(Adnkronos) –
L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce circa una donna su dieci, ma continua a essere poco riconosciuta, spesso minimizzata e diagnosticata con anni di ritardo. Il nuovo report dell’Osservatorio Gimbe lo conferma: in Italia possono servire fino a dieci anni per ottenere una diagnosi, con differenze regionali che incidono pesantemente sul diritto alla salute. In questo scenario, un ruolo decisivo lo hanno avuto negli ultimi anni le testimonianze pubbliche di attrici, cantanti, modelle e figure note che hanno scelto di raccontare la propria esperienza, contribuendo a rompere un tabù che per decenni ha confinato il dolore femminile nel silenzio. Tra le prime a parlarne apertamente c’è stata Whoopi Goldberg, attrice e conduttrice statunitense, che ha più volte insistito sull’importanza di informare le giovani donne sui sintomi della malattia. Emma Roberts, attrice americana, ha raccontato come l’endometriosi abbia inciso sulla sua fertilità, portandola alla decisione di congelare i propri ovuli. Lena Dunham, sceneggiatrice e protagonista della serie 'Girls', ha documentato un percorso lungo e doloroso, culminato in un’isterectomia totale a 31 anni. Amy Schumer, comica e attrice, ha condiviso sui social i dettagli del suo intervento chirurgico, che ha comportato la rimozione di utero e appendice per trattare un’endometriosi particolarmente estesa. Nel mondo della musica, Halsey, cantante statunitense, ha raccontato più volte le difficoltà di convivere con il dolore cronico durante i tour e i numerosi interventi chirurgici affrontati negli anni. Cyndi Lauper, icona pop, ha spiegato di aver sofferto a lungo prima di ricevere una diagnosi corretta, invitando le donne a non ignorare i segnali del proprio corpo. La modella britannica Alexa Chung, figura di riferimento nella moda internazionale, ha usato i social per normalizzare visite mediche e procedure laparoscopiche, contribuendo a rendere la conversazione più aperta e meno stigmatizzata. Anche in Italia alcune figure pubbliche hanno portato il tema al centro del dibattito. Giorgia Soleri, attivista e influencer, ha contribuito in modo decisivo a far entrare endometriosi e vulvodinia nel discorso politico, chiedendo riconoscimento e tutele. L'attrice Laura Torrisi ha raccontato le sue operazioni e la resilienza necessaria per affrontare la quotidianità con una malattia cronica. Anche Guenda Goria ha condiviso sui social il proprio percorso chirurgico e l’impatto emotivo della diagnosi. Le loro testimonianze hanno un tratto comune: mostrano come l’endometriosi sia un’invalidità spesso invisibile, in cui il dolore viene minimizzato o scambiato per un “normale dolore mestruale”. In un panorama in cui la diagnosi arriva ancora troppo tardi, queste voci hanno avuto il merito di trasformare un’esperienza individuale in una questione collettiva. Parlare di endometriosi è un gesto politico, culturale e sociale che può cambiare la vita di chi, per anni, non si è sentita creduta.
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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