L’IA e consumi, l’82% degli utenti usa strumenti intelligenti per decidere cosa comprare

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(Adnkronos) – Secondo i dati emersi dalla ricerca internazionale sulle Organizzazioni Agentiche, condotta su un campione di 900 professionisti tra Stati Uniti, Europa e Singapore da Hotwire Global in collaborazione con House of Beautiful Business, l’intelligenza artificiale ha cessato di essere un semplice strumento consultivo per trasformarsi in un vero e proprio intermediario commerciale. Le rilevazioni indicano che l’82% dei consumatori utilizza sistemi intelligenti per orientare le proprie scelte d'acquisto, spaziando dalla pianificazione dei flussi turistici alla selezione dei beni di largo consumo, delineando un panorama in cui il rapporto diretto tra utente e marchio viene mediato da un'infrastruttura di calcolo predittivo. Questa evoluzione del percorso di acquisto si riflette nella tendenza a delegare le scelte operative più complesse o ripetitive. Quasi un consumatore su tre, pari al 32% degli intervistati, si dichiara propenso a permettere a un assistente digitale di effettuare transazioni in totale autonomia, escludendo la necessità di verificare i singoli passaggi intermedi, mentre un ulteriore 23% si mostra aperto a tale scenario nel breve periodo.  Questo passaggio sposta l'asse della competizione industriale: i marchi non si rivolgono più esclusivamente a un pubblico umano, ma devono strutturare le proprie informazioni affinché risultino accessibili e interpretabili dalle macchine. Di conseguenza, il 60% delle organizzazioni monitora attivamente il modo in cui i sistemi di intelligenza artificiale descrivono la propria identità, sebbene il 22% dei manager riscontri distorsioni o mancanze di accuratezza nelle sintesi generate, che tendono ad appiattire gli elementi narrativi a favore di dati puramente comparabili.  

Beatrice Agostinacchio, Managing Director di Hotwire per l'area Italia e Spagna

   La ridefinizione delle strategie comunicative impone alle imprese di colmare un divario strutturale e metodologico ancora diffuso. Sebbene l'84% delle aziende si consideri parzialmente pronta a operare in contesti di mercato governati dagli algoritmi, solo il 29% dichiara un livello di preparazione avanzato. Beatrice Agostinacchio, Managing Director di Hotwire per l'area Italia e Spagna, ha analizzato questa transizione: “L’aspetto più rilevante che emerge dalla nostra ricerca non è tanto che i consumatori utilizzino l’intelligenza artificiale nelle loro scelte di acquisto quotidiane, ma che inizino a delegare alla tecnologia una parte crescente del processo decisionale. Questo sposta il punto di competizione: i marchi non devono più solo convincere, ma essere selezionati da sistemi che operano secondo logiche diverse da quelle umane. In questo nuovo universo, il successo dipende dalla capacità di essere rappresentati in modo chiaro e coerente all’interno degli ecosistemi digitali. È una nuova sfida che pone nuove logiche e chi sarà in grado di abbracciarle avrà certamente un vantaggio competitivo”.  
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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