San Pellegrino Terme, 29 maggio 2026 – L’ Istituto Clinico Quarenghi di San Pellegrino Terme , nel cuore della Val Seriana (provincia di Bergamo ), si prepara alla XXV Giornata Nazionale del Sollievo con un’iniziativa toccante. L’associazione Genesis ha coinvolto i pazienti ricoverati nei reparti di riabilitazione, invitandoli a esprimere il loro vissuto di dolore e sollievo attraverso pittura, disegno e scrittura. I lavori saranno protagonisti della ricorrenza, in programma domenica 31 maggio . Tra i tanti elaborati, spiccano un disegno potente e una delicata poesia. Il disegno di una paziente raffigura un groviglio di spine nere che avvolge corpo e anima, con al centro una rosa che simboleggia la rinascita del cuore e dello spirito. La poesia, altrettanto intensa, racconta il percorso dalla sofferenza alla ritrovata pace. La Giornata Nazionale del Sollievo, istituita nel 2001 e promossa dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e dalla Fondazione Gigi Ghirotti, si focalizza quest’anno sul tema “Io mi prendo cura”. Il dottor Giampietro Salvi , presidente dell’associazione Genesis di San Pellegrino Terme e neurologo presso l’Istituto Clinico Quarenghi, ha spiegato l’importanza dell’iniziativa. “Il messaggio è che il diritto al sollievo del dolore è un nostro dovere. È sempre possibile prendersi cura delle persone per alleviare la sofferenza, non solo quella fisica, ma anche quella psicologica e morale”, ha dichiarato Salvi. Secondo il dottor Salvi, la collaborazione tra Medicina di base, ospedale, cure palliative e volontariato è “fondamentale”, perché “anche quando non si può curare, è sempre possibile dare sollievo preservando ad ogni persona dignità e unicità”. Il sollievo, prosegue Salvi, può essere raggiunto attraverso “farmaci e terapie chirurgiche sempre più efficaci, ma anche con il sostegno psicologico”. È cruciale mettere al centro la persona con i suoi bisogni e desideri, assicurando supporto anche a familiari e caregiver con “gentilezza e compassione”. Un approccio multidisciplinare, anche con terapie complementari come musicoterapia, cantoterapia, teatroterapia, arteterapia, scrittura espressiva, yoga e mindfulness, è essenziale per una migliore qualità di vita. Queste vengono definite da Salvi come “farmaci emozionali” che curano mente e spirito, migliorando l’autostima, la fiducia e favorendo la socializzazione. Queste attività, continua il neurologo, “creano momenti di spensieratezza che aiutano a sentir meno la mancanza di casa, degli amici e della normalità e fanno sentire meno soli nella lotta al dolore”. Numerosi studi scientifici, conclude Salvi, “provano la straordinaria valenza terapeutica di questi trattamenti, in grado di potenziare l’efficacia delle terapie mediche e psicologiche tradizionali”. Ecco la poesia, uno dei lavori più significativi presentati dai pazienti: Un corpo che non riconosco un dolore che nessuno chiede arriva senza avviso, dalla pelle fino al cuore. Mani gentili, ma ferme e rassicuranti, sguardi presenti, comprensivi; in abito bianco, con voce in ascolto, che accoglie quel male di parole perdute. Il letto, il corpo, la mente non sono più nemici. Il respiro torna in me, il sorriso si apre da sé. Sul mio volto, finalmente regna: il Sollievo.
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