Una giornata di emozione, orgoglio e nuovi inizi ha caratterizzato il Graduation Day 2026 dell’Università degli Studi di Bergamo. Sabato 6 giugno, nell’Aula Magna di Sant’Agostino, 570 laureati magistrali e magistrali a ciclo unico hanno celebrato il completamento del proprio percorso universitario davanti a familiari, docenti, autorità e rappresentanti delle istituzioni.
L’evento si è aperto con l’ingresso del corteo accademico e dei neolaureati, seguito dagli interventi delle autorità presenti. Tra queste la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, il presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli, l’assessore regionale Claudia Terzi, la presidente di ISPRA Alessandra Gallone e il rettore dell’Università degli Studi di Brescia, Francesco Castelli.
Il messaggio del Rettore Sergio Cavalieri
Nel suo intervento, il Magnifico Rettore Sergio Cavalieri ha invitato i laureati a guardare al titolo accademico come a una tappa di un percorso più ampio e non come a un punto di arrivo definitivo.
«L’università vi ha consegnato degli strumenti, non solo conferito dei titoli. Ora tocca a voi usare quegli strumenti con responsabilità, libertà e immaginazione», ha affermato il Rettore, sottolineando il ruolo dell’Ateneo nella formazione di persone capaci di pensare criticamente e affrontare la complessità del mondo contemporaneo.
Nel corso della prolusione, Cavalieri ha ricordato anche il pensatore Edgar Morin, recentemente scomparso e insignito della laurea honoris causa dall’Università di Bergamo, e ha richiamato l’esempio di Alex Zanardi, indicandolo come simbolo di resilienza, inclusione e determinazione.
La testimonianza di Ania Skinner
Particolarmente apprezzato l’intervento di Ania Skinner, che ha raccontato la propria esperienza personale e professionale, dalla California all’Asia Centrale fino a Bergamo. Attraverso il racconto delle difficoltà affrontate e della successiva rinascita professionale, ha evidenziato il valore delle relazioni umane e della comunità universitaria nei momenti di cambiamento.
«In un mondo che sembra sempre più artificiale, le connessioni umane contano ancora di più», ha spiegato Skinner davanti ai neolaureati.
La lectio magistralis di Franco Locatelli
La lectio magistralis è stata affidata a Franco Locatelli, professore ordinario di Pediatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Dipartimento di Oncoematologia Pediatrica dell’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Locatelli ha costruito il proprio intervento attorno a cinque parole chiave: orgoglio, gratitudine, confronto, curiosità e costruzione.
«Rimanete sempre animati da un’insaziabile curiosità, coniugata con una costante apertura al confronto e alla costruzione di progetti condivisi», ha detto rivolgendosi ai laureati.
La proclamazione e il lancio del tocco
Nel momento più atteso della cerimonia, 80 studenti, dieci per ciascun dipartimento dell’Ateneo, sono saliti sul palco per la proclamazione ufficiale e il conferimento del titolo di Dottoressa e Dottore.
La giornata si è conclusa con il tradizionale lancio del tocco, simbolo della fine del percorso universitario e dell’inizio di una nuova fase della vita personale e professionale dei 570 neolaureati dell’Università degli Studi di Bergamo.
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