Oltre l’80% dei docenti riconosce il valore didattico, l’84% degli studenti ne parla in classe e il 69% in famiglia: sono i dati principali emersi oggi , venerdì 12 giugno 2026, a Bergamo , dalla presentazione della ricerca valutativa del progetto «Ragazze e ragazzi alla ribalta. Vivere il teatro, vivere la vita». Lo studio, presentato all’Auditorium “Alfredo Ferri” della Casa dell’Economia Sociale di Bergamo , conferma che l’esperienza teatrale dal vivo continua a generare effetti positivi ben oltre il sipario. La ricerca si inserisce in un progetto più ampio promosso dal Consorzio Sol.Co Città Aperta con CSA Coesi Impresa Sociale, supportato da Confcooperative Bergamo , Fondazione Cariplo e Fondosviluppo, in collaborazione con Fondazione della Comunità Bergamasca, Università degli Studi di Bergamo e Provincia di Bergamo . Negli ultimi anni, il progetto ha portato a teatro oltre 8.500 studenti, agevolando l’acquisto di biglietti e trasporti. Il seminario di presentazione è stato aperto dal benvenuto di Lucio Moioli, presidente di Confcooperative Bergamo , e dai saluti istituzionali di Irene Bongiovanni, presidente Confcooperative Cultura Turismo Sport nazionale, Paolo Franco, assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Valerio Mari, presidente CSA Coesi, e Federica Bruletti, direttrice della Fondazione Comunità Bergamasca. «Il progetto Ragazze e ragazzi alla ribalta dimostra come una solida rete tra istituzioni, scuole e cooperative culturali sia la chiave per lo sviluppo sociale del territorio», ha affermato Omar Piazza, presidente del consorzio Sol.co Città aperta. «Per i ragazzi è un’esperienza dal vivo non mediata da schermi che stimola la riflessione e apre a inediti spazi di espressione e di libertà». La ricerca, curata da Marta Pantalone, sociologa dell’Università degli Studi di Bergamo , ha analizzato le ricadute del progetto su 2.382 studenti coinvolti nell’anno scolastico 2025-2026, raccogliendo le risposte di 468 studenti e 70 docenti. I dati evidenziano come il Teatro Ragazzi sia uno strumento capace di sostenere e arricchire il percorso scolastico. Oltre l’80% dei docenti ritiene che l’esperienza teatrale rafforzi l’efficacia didattica, mentre il 90% riconosce un contributo positivo sul piano educativo e formativo. Anche sul fronte relazionale, più di quattro insegnanti su cinque credono che la partecipazione contribuisca a un clima più positivo in classe e nel rapporto studenti-insegnanti, e il 92,9% afferma che aiuta a comprendere il valore del Teatro e dell’Arte. Anche gli studenti confermano il valore: il 40,6% dichiara che lo spettacolo ha permesso di approfondire temi affrontati a lezione, e il 51,1% di conoscere argomenti di cui a scuola si parla poco o affatto. «Il teatro agisce sia come supporto ai contenuti curricolari sia come ampliamento dell’esperienza formativa», si legge nelle conclusioni della ricerca a firma di Marta Pantalone. L’esperienza teatrale, inoltre, continua a produrre effetti anche dopo lo spettacolo. L’83,8% degli studenti ne ha parlato in classe, il 69% con i genitori e il 65,5% ha continuato a riflettere individualmente nei giorni successivi. «Lo spettacolo diventa occasione di confronto in classe, di dialogo in famiglia e di riflessione personale», osserva la ricerca, sottolineando come l’esperienza generi «domande, conversazioni e processi di elaborazione che proseguono oltre l’evento teatrale». Molto positiva è anche la percezione complessiva: tre ragazzi su quattro si dichiarano d’accordo con l’affermazione secondo cui è bello partecipare a uno spettacolo dal vivo, non registrato né riprodotto. L’esperienza dal vivo viene apprezzata per la sua specificità: presenza, relazione, condivisione e immediatezza, mantenendo una forza comunicativa peculiare anche tra le nuove generazioni. La scuola si conferma il principale canale di accesso alla cultura: il 72,9% degli studenti già stati a teatro vi aveva partecipato con gli insegnanti, mentre per il 12,3% il progetto ha rappresentato la prima esperienza teatrale in assoluto.
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