(Adnkronos) – Mentre Iran e Usa raggiungono l'accordo per mettere fine alla guerra, la cui firma è attesa per venerdì in Svizzera, Israele fa sapere che non si ritirerà dal Libano né si considera vincolato dalla clausola contenuta nell'intesa di Washington con Teheran. Ad assicurarlo è stato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di un colloquio con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L'annuncio sull'intesa tra Teheran e Washington è arrivato ieri al termine di una giornata segnata da un'escalation di tensione in Medio Oriente dopo che Israele ha lanciato un nuovo attacco contro Beirut, motivando l'azione come una risposta ai raid di Hezbollah. A stretto giro la reazione di Teheran che ha minacciato una risposta "imminente". Poi la svolta con l'annuncio del mediatore Pakistan. "A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l'Accordo di Pace tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran è stato raggiunto. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera", ha reso notoieri su X il premier pachistano Shehbaz Sharif. "Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran per il loro impegno nel trovare una soluzione diplomatica al conflitto – ha aggiunto Sharif – Vorremmo inoltre esprimere il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli in questo sforzo di mediazione, la grande leadership dello Stato del Qatar, per il loro supporto nel raggiungimento di questo accordo. Vorrei inoltre ringraziare in modo particolare la leadership visionaria del Regno dell'Arabia Saudita e della Repubblica di Turchia per i loro immensi contributi in tal senso. Con l'accordo ora in vigore, i mediatori faciliteranno una serie di incontri questa settimana. Queste discussioni preliminari all'implementazione porranno le basi per i colloqui tecnici e la cerimonia ufficiale di firma". Il presidente Usa Donald Trump ha quindi confermato l'intesa raggiunta con un post su Truth. "L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti! Con la presente autorizzo pienamente l'apertura senza pedaggio dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l'immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!".
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Intanto, secondo fonti israeliane, Netanyahu ha chiarito a Trump che le Forze di Difesa Israeliane manterranno le loro attuali posizioni in Libano e continueranno a operare per contrastare la minaccia di Hezbollah, distruggendo le infrastrutture terroristiche e rispondendo a qualsiasi attacco contro Israele. Tra i ministri del governo vi è la convinzione che Israele difenda i propri interessi in Libano e Netanyahu ne ha ricevuto il pieno sostegno durante la riunione di gabinetto. Dura tuttavia la posizione di Trump nei confronti del premier israeliano. L'attacco a Beirut, aveva infatti spiegato ieri il tycoon, "non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così speciale, quando siamo così vicini a un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui ha risposto era di portata limitata e insignificante, nessuno è rimasto ferito o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo". "Siamo molto vicini a un accordo che porterà la pace nella regione, Libano compreso, e tutte le parti dovrebbero desistere. Non dovrebbero esserci più attacchi da parte di Israele in Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno più attacchi da parte di altre fazioni, incluso Hezbollah, contro Israele. Questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola!", aveva concluso il presidente americano. Trump aveva quindi parlato anche con Barak Ravid, giornalista di Axios. "Perché Bibi ha dovuto fare quel fottuto attacco? Mi sono così arrabbiato con lui, gliel'ho detto. Non ha giudizio, gliel'ho detto", le parole del presidente Usa che nella breve conversazione riportata da Ravid aveva criticato aspramente la decisione di Netanyahu in un momento decisivo del dialogo tra Stati Uniti e Iran. Intanto, nel giorno in cui si riuisce il G7 a Evian, anche il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto l'istituzione di un "cessate il fuoco robusto e duraturo" in Libano. "Un cessate il fuoco robusto e duraturo è indispensabile", ha dichiarato su X, mentre un attacco israeliano nella periferia sud di Beirut ha causato ieri altri tre morti.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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