(Adnkronos) –
"Tutto il Libano deve bruciare". È questa la risposta del ministro per la sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir, dopo l'uccisione di quattro soldati israeliani nel sud del Libano durante la notte, a causa di attacchi condotti da Hezbollah. "Pagheranno un prezzo molto alto", tuona il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu affermando che "Israele non tollererà attacchi contro i nostri soldati o il nostro territorio e farà pagare un prezzo molto alto a Hezbollah per questi attacchi". Netanyahu ha poi aggiunto che "come ho chiarito inequivocabilmente, anche ieri, Israele rimarrà nella zona di sicurezza nel Libano meridionale finché sarà necessario per proteggere le comunità del nord". L’esercito israeliano ha poi dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah e di aver ucciso decine di miliziani, mentre Hezbollah – riferisce l’agenzia di stampa statale libanese – almeno 18 persone sono rimaste uccise nei raid israeliani che si sono concentrati la notte scorsa nella regione di Nabatiyé, nel sud del Libano. "Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere", ha scritto Ben-Gvir su 'X' aggiungendo che "con tutto il dovuto rispetto per gli americani, Israele deve chiarire al mondo intero che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono sacrificabili". Tra i soldati uccisi anche un comandante di battaglione carri armati delle Forze di Difesa Israeliane. Secondo quanto riportato nell'attacco contro l'esercito israeliano, avvenuto poco dopo la mezzanotte, un drone o un missile anticarro ha colpito il carro armato israeliano nel villaggio di Kfar Tebnit, nel sud del Libano. ll tenente colonnello rimasto ucciso aveva peraltro da poco sostituito il precedente comandante di battaglione, rimasto gravemente ferito nel sud del Libano ad aprile. Il ministro israeliano ha aggiunto che "il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Forze di Difesa Israeliane, e questo impegno ha la precedenza su ogni altra considerazione. Basta con questo tira e molla. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e moderazione: bisogna scatenarsi. Annientare. Schiacciare il terrore". In Libano occorre "aprire le porte dell'inferno", ha dichiarato il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich dopo l'attacco di Hezbollah nel sud del Libano costato la vita a quattro soldati delle Idf. Su 'X', il ministro ha parlato di "mattinata difficile" e ha detto che "è tempo di parlare con il fuoco. Di spalancare le porte dell'inferno". Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver condotto attacchi "in profondità" in Libano, in particolare nella Valle della Bekaa, dopo l’uccisione dei quattro soldati israeliani. Si tratta di "una risposta alle violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah", hanno riferito le Idf spiegando di aver colpito "infrastrutture" appartenenti al gruppo. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) rimarranno nel Libano meridionale, ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz affermando che ''non permetteremo che i nostri soldati e i civili subiscano danni, e ogni violazione del cessate il fuoco da parte di Hezbollah sarà contrastata con grande forza".
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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