Presentata la “Casa rosa” a Valpiana di Serina: un “Dopo di noi” per 10 persone con disabilità nella Val Seriana

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Valpiana di Serina, nel cuore della Val Seriana, ha ospitato venerdì 12 giugno la presentazione della “Casa rosa” , il primo progetto di “Dopo di noi” promosso dalla Fondazione Futuri Condivisi. L’immobile, destinato a diventare la casa per una decina di persone con disabilità o fragilità, rappresenta un modello di autonomia e sostegno per le famiglie del territorio bergamasco, garantendo un futuro sereno ai loro cari. Non si tratta di un semplice edificio adibito all’accoglienza, ma di un progetto olistico che coinvolge attivamente le famiglie nell’immaginare e concretizzare la vita dei propri cari in un futuro senza i genitori. I lavori di ristrutturazione della struttura procedono spediti, con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale : sono stati installati pannelli fotovoltaici e un impianto geotermico per garantire autonomia e riparo dagli aumenti delle bollette. L’incontro, che ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone, ha evidenziato l’importanza e la sensibilità del tema per la comunità locale. Flavio Valli , presidente della Fondazione Futuri Condivisi, ha sottolineato: “Tra i monti della Val Serina sta spuntando una nuova speranza: ‘Casa Rosa’ non è solo un edificio in ristrutturazione, ma il cuore pulsante di un sogno condiviso che nasce nel 2019. Un luogo dove la famiglia torna ad essere l’alfa e l’omega, dove la cura diventa cura dell’anima e della comunità, e dove ogni persona con fragilità trova non un “parcheggio”, ma una vera casa per vivere l’autonomia. È un invito a camminare insieme, guidati da generosità e spiritualità, per costruire un futuro in cui nessuno sia lasciato indietro”. Una toccante testimonianza è arrivata da Khursid Mazzoleni , primo abitante della casa, che con voce emozionata ha raccontato: “La ‘Casetta rosa’ di Futuri Condivisi non è un’imposizione, ma una possibilità che ti coinvolge e ti sostiene”. L’iniziativa è supportata dalla cooperativa Contatto & La Bonne Semence, che si occuperà del lavoro educativo, e beneficia di finanziamenti dalle famiglie dei futuri ospiti, dalla Fondazione Banco del Monte di Lombardia e dalla Fondazione Cariplo . Per quest’ultimo ente filantropico milanese, era presente la Vicepresidente Valeria Negrini , che ha affermato: “Prendersi cura significa prendere posizione su come si intende e si vuole trasformare la società. Una società che non sia frammentata, in cui ogni cittadino ha un impegno e una responsabilità verso l’altro nella comunità. La Casa rosa è un luogo di vita: qui non si abiterà soltanto, ma sarà luogo che permette di lavorare, di vivere la propria socialità”. Sulla stessa linea d’onda don Chicco Re , delegato vescovile, ha aggiunto: “Ognuno deve fare la sua parte, ma poi le parti devono essere messe insieme. Bisogna rischiare di fare cose nuove”. Per conoscere al meglio il progetto e seguire l’avanzamento dei lavori, che prevedono l’apertura della “Casa rosa” per la fine dell’estate, è possibile visitare il sito futuricondivisi.it .
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