Bergamo, 3 luglio 2026 – Prenderanno il via ufficialmente sabato 4 luglio i saldi estivi in tutta Italia e, di conseguenza, anche a Bergamo e provincia. Sette italiani su dieci sono pronti ad acquistare, con un budget medio di 209 euro a testa, secondo un sondaggio Ipsos per Confesercenti. A fronte di questo atteso appuntamento per i consumatori, Confesercenti Bergamo lancia un appello per una revisione della disciplina dei saldi, chiedendo regole eque e uniformi tra il commercio online e i negozi fisici. I dati nazionali del sondaggio Ipsos-Confesercenti confermano che i saldi sono ancora un evento molto atteso. La spesa media prevista è di 209 euro a persona, con un picco al 71% di intenzioni d’acquisto nel Mezzogiorno. Tuttavia, il 28% degli intervistati ridurrà il budget rispetto all’anno scorso, principalmente a causa del caro-vita e dell’inflazione (65%). Filippo Caselli, Direttore di Confesercenti Bergamo , interviene sui dati con una prospettiva locale: «I dati del sondaggio Ipsos confermano che i saldi rappresentano ancora un appuntamento molto atteso dai consumatori. Anche a Bergamo ci aspettiamo un buon afflusso nei negozi, soprattutto nei centri cittadini e nei distretti del commercio.» Ma Caselli evidenzia una crescente criticità. «Accanto a questo elemento positivo, emerge però con sempre maggiore evidenza una criticità: i saldi vengono ormai preceduti da settimane di promozioni e sconti, soprattutto online, una situazione che finisce per svuotare di significato il calendario ufficiale e rende sempre più difficile per i negozi di prossimità valorizzare le collezioni stagionali a prezzo pieno.» Questa problematica è stata rilevata anche dal sondaggio: il 36% degli intervistati ha già acquistato in sconto prima dell’avvio ufficiale, con punte del 48% tra i 18-34 anni. Questo fenomeno, noto come “presaldi”, anticipa di fatto lo sconto e riduce il periodo in cui i saldi sono un evento riconoscibile per i negozi che rispettano il calendario. Per questo motivo, Confesercenti Bergamo sostiene con convinzione la petizione promossa da FISMO nazionale per rivedere la disciplina dei saldi. «Servono regole semplici e uniformi per mettere sullo stesso piano giganti del web e negozi fisici», ribadisce Caselli. L’iniziativa, che ha già raccolto oltre 3.000 firme di imprenditori, mira a posticipare la data dei saldi, restituendo equilibrio concorrenziale. In cima alla lista dei desideri degli acquirenti ci sono le calzature (52%), seguite da t-shirt e top (49%), e maglieria estiva (39%). Questo conferma i saldi come un’occasione privilegiata per rinnovare capi di uso quotidiano. La Presidente di Fismo Confesercenti, Francesca Recine, ha commentato: «I saldi restano attesi dai consumatori, anche se il susseguirsi di campagne promozionali lungo tutto l’anno ne diluisce il richiamo. Ma resta il problema del calendario: dovrebbero chiudere la stagione, e invece si aprono quando è appena cominciata, e i presaldi anticipano ulteriormente l’appuntamento.» L’appello per un intervento legislativo è chiaro: «Chiediamo regole nazionali semplici e uguali per tutti, capaci di restituire un equilibrio concorrenziale reale tra negozi fisici e online», conclude Recine, riprendendo il concetto espresso anche da Confesercenti Bergamo . La questione interessa direttamente il commercio locale anche in aree come la Val Seriana e la Valle Camonica , dove i negozi di prossimità rappresentano un presidio economico e sociale importante, così come nella vicina Brescia , dove la situazione è analoga.
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