‘Pietre della Libertà’, monologo di Alessandro Milan per non dimenticare la Resistenza

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(Adnkronos) – “Mi sono imbattuto in una pietra d'inciampo e ho voluto capire chi fosse la persona che mi guardava da quella finestra con un nome, un cognome. Da lì è partito tutto: una ricerca di persone, donne e uomini che si sono battuti per la libertà qui, attorno a piazzale Loreto, uno dei luoghi simbolo dell'antifascismo italiano. Quello che possiamo fare nel nostro piccolo è cercare di raccontare, gettando dei semi in un campo. Se va bene, qualcosa fiorirà”. Con queste parole il giornalista e scrittore Alessandro Milan, descrive l’iniziativa ‘Pietre della Libertà’ che ieri in Piazzale Loreto, con un monologo civile interpretato proprio dal giornalista, accompagnato dalle musiche dal vivo del trombettista Raffaele Kohler, ha voluto ricordare le storie della Resistenza. Un percorso narrativo, aperto e gratuito, ispirato alle vicende delle Pietre d'Inciampo presenti nell'area di Piazzale Loreto e alle storie di donne e uomini che pagarono con la vita la scelta della libertà. “Per noi è importantissimo che i nomi di questi 15 partigiani vengano ricordati, a 82 anni di distanza dal loro sacrificio", sottolinea Alessandra Duglio, presidente Sezione ‘10 agosto 1944’ Anpi – Associazione nazionale Partigiani d'Italia, l’Associazione che – insieme al Comitato Pietre d’inciampo e Coop Lombardia – ha voluto e sostenuto l’iniziativa. Mantenere viva la memoria è un dovere civile per Duglio: “Se provassimo a chiedere alle persone che passano a chi è dedicato il monumento in Piazzale Loreto perché e quando è stato messo qua, pochi saprebbero rispondere – dice – C’è moltissimo da fare, soprattutto tra le giovani generazioni”. Sostenendo e partecipando all’iniziativa, Coop ha voluto affermare ancora una volta la volontà di contribuire alla costruzione di una comunità capace di custodire il ricordo del passato e di trasmetterne il significato alle nuove generazioni. Per Bruno Ceccarelli, Responsabile Politiche sociali Coop Lombardia “raccontare le storie è un modo per mantenere viva la memoria”. E guardando ai più giovani esprime ottimismo: “Il modo in cui i tanti ragazzi che guardano a questo tipo di iniziative nelle scuole ci fa ben sperare per il futuro”. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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