(Adnkronos) – La pelle è l'organo più esteso del corpo umano. Ma è anche il più esposto. La protezione è d'obbligo seppure non sempre è corretta, mentre impazzano sul web le fake news e persino i negazionisti dei benefici dell'uso di creme con filtri solari. Nella Giornata mondiale della salute della pelle, che si celebra proprio l'8 luglio, con Paolo Ascierto, oncologo e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli, tra i maggiori esperti di melanoma, l'Adnkronos Salute fa il punto su una delle malattie tre le più temute.
Oggi abbiamo più casi di melanoma ma anche cure migliori, un quadro in chiaroscuro per questa malattia. Qual è il suo messaggio per Giornata di oggi? "Il messaggio è duplice: non dobbiamo avere paura del melanoma, ma dobbiamo imparare a rispettarlo. Da un lato, l'incidenza continua ad aumentare. Ogni anno in Italia registriamo circa 15.000 nuovi casi. E il melanoma colpisce sempre più spesso persone giovani. Dall'altro, però, viviamo un momento straordinario della ricerca: grazie all'immunoterapia oggi circa la metà dei pazienti con melanoma metastatico può essere guarita, un risultato impensabile fino a pochi anni fa. Ma la vera rivoluzione resta la prevenzione. Un melanoma diagnosticato precocemente può essere guarito nella quasi totalità dei casi con un semplice intervento chirurgico. Per questo la Giornata mondiale della pelle deve ricordarci che la migliore cura è ancora la diagnosi precoce. Infatti, oggi possiamo curare molto meglio il melanoma, ma non dobbiamo mai dimenticare che il nostro obiettivo non è avere pazienti da curare, ma persone da non far ammalare".
I cambiamenti climatici influiscono sulla vulnerabilità della pelle? E cosa fare per migliorare la protezione?
"Sì, il cambiamento climatico rappresenta un elemento di cui dobbiamo tenere conto. L'aumento delle temperature porta le persone a trascorrere più tempo all'aperto e a esporsi maggiormente ai raggi ultravioletti. Inoltre, le ondate di calore e le variazioni ambientali modificano le nostre abitudini di esposizione al sole. Naturalmente il melanoma non dipende dal cambiamento climatico in sé, ma dall'aumento dell'esposizione ai raggi Uv, che rimangono il principale fattore di rischio modificabile. La protezione passa attraverso regole semplici: evitare le scottature, utilizzare una crema solare con adeguato fattore di protezione, indossare cappello e occhiali nelle ore più calde e ricordare che la protezione non serve solo in spiaggia, ma durante tutte le attività all'aria aperta".
È corretto fare i controlli dei nei prima dell'estate e delle vacanze al mare? Gli italiani si controllano abbastanza?
"È sicuramente una buona abitudine programmare una visita dermatologica prima dell'estate, soprattutto nelle persone con numerosi nei, pelle chiara o familiarità per melanoma. L'epiluminescenza permette di identificare eventuali lesioni sospette e affrontare la stagione estiva con maggiore serenità. Detto questo, il controllo dei nei non deve diventare un appuntamento stagionale. La pelle cambia tutto l'anno e il melanoma non va in vacanza. L'ideale è seguire un programma di controlli personalizzato, stabilito insieme al dermatologo in base al proprio profilo di rischio. Purtroppo gli italiani stanno diventando più sensibili al tema, ma ancora non abbastanza. I tempi di attesa per una visita dermatologica sono spesso lunghi e questo rappresenta una criticità del sistema. È necessario potenziare la rete dermatologica territoriale, coinvolgere maggiormente i medici di medicina generale e sviluppare strumenti come la teledermatologia per intercettare più rapidamente le lesioni sospette".
Un fenomeno che si diffonde in rete è quello dei "negazionisti della crema solare", che lanciano allarmi sulla tossicità dei filtri solari e sulla loro inutilità. Come contrastarli?
"Oggi non esiste alcuna evidenza scientifica che dimostri che l'uso corretto delle creme solari aumenti il rischio di tumori. Al contrario, sappiamo con certezza che l'esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti aumenta il rischio di melanoma e di altri tumori della pelle. Purtroppo i social network amplificano messaggi semplici e spesso privi di basi scientifiche. Per questo noi medici abbiamo una responsabilità in più: spiegare in modo chiaro, senza allarmismi ma anche senza ambiguità, che la crema solare è uno strumento di prevenzione, non un accessorio cosmetico. È altrettanto importante ricordare che oggi disponiamo di prodotti molto sicuri e ben studiati. Per le persone con pelle particolarmente sensibile, per i bambini o per chi desidera un profilo di tollerabilità ancora maggiore, i dermatologi consigliano spesso creme con filtri minerali (o fisici), che agiscono riflettendo i raggi ultravioletti e rappresentano un'ottima alternativa. L'importante, però, non è tanto il tipo di filtro quanto utilizzare una protezione adeguata e applicarla correttamente. Vorrei però aggiungere un concetto importante: la crema solare, da sola, non basta. Deve far parte di una corretta educazione al sole, che comprende anche evitare le esposizioni nelle ore centrali della giornata, cercare l'ombra e proteggere in modo particolare i bambini, perché molte delle lesioni che vediamo in età adulta hanno origine proprio nelle scottature subite durante l'infanzia".
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
📲 Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!
Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli.
📢 Seguici anche su Telegram!
Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale.





