Bergamo e Brescia , oggi , venerdì 10 luglio 2026 – La riforma della caccia , che mira a modificare la legge 157 del 1992, continua a generare un acceso dibattito non solo in Parlamento ma anche sui media e sui social. A intervenire con una dura presa di posizione è Federcaccia Lombardia che, tramite l’Avvocato Lorenzo Bertacchi dell’ufficio legale, ha inviato una lettera a Montagne & Paesi per smentire quelle che definisce “menzogne” e “notizie distorte” diffuse in merito al nuovo testo. L’obiettivo è fare chiarezza su un tema sentito in tutta la regione, dalla Val Seriana alla Valle Camonica , e restituire dignità all’ attività venatoria . Secondo Federcaccia Lombardia , la definizione di “legge sparatutto” attribuita al testo in discussione da parte di alcuni ambienti di sinistra e animalisti sarebbe una vera e propria campagna di mistificazione. L’Avv. Bertacchi evidenzia come il confronto tra la legge vigente e la proposta di modifica riveli che le nuove specie cacciabili sarebbero solo due: il Piccione di città e l’ Oca selvatica . Entrambe le specie sono già liberamente cacciabili in Europa e, in Italia, il Piccione è già oggetto di interventi di contenimento danni, con abbattimenti di decine di migliaia di esemplari. L’inserimento dell’Oca tra le specie cacciabili mirerebbe anch’esso al contenimento dei danni alle produzioni agricole, offrendo una soluzione più economica per l’interesse pubblico, con i cacciatori che opererebbero gratuitamente e a proprie spese. Un altro punto cruciale smentito riguarda la caccia al lupo. La proposta di riforma, chiarisce l’ufficio legale di Federcaccia, non prevede affatto la caccia al lupo. Si tratta unicamente del passaggio della specie da “particolarmente protetto” a “non cacciabile”, in linea con le normative europee. Contestualmente, sono previste sanzioni penali triplicate per l’abbattimento di specie non cacciabili. Pertanto, l’abbattimento del lupo rimane atto di bracconaggio e la sua protezione sostanziale non subisce variazioni. Inizialmente, il testo prevedeva la caccia di selezione per lo stambecco, pratica già in atto in Svizzera, Austria e Slovenia, ma tale previsione è stata stralciata dalla politica. Riguardo alla cattura dei richiami vivi, la riforma non introduce catture indiscriminate. L’Avv. Bertacchi sottolinea che le modifiche mirano a riordinare la materia, allineandola alle direttive comunitarie. Saranno permessi solo metodi non vietati dalla direttiva uccelli (che vieta reti, trappole, colle, ecc.), o l’attivazione di complesse procedure di deroga. Verranno inoltre introdotte linee guida ministeriali per gli anelli identificativi, ponendo fine alla difformità delle normative regionali. La presunta eliminazione del termine ultimo di caccia al 10 febbraio, paventando la caccia durante la migrazione o gli accoppiamenti, è categoricamente smentita. Il termine generale per l’ attività venatoria rimane il 31 gennaio. Andare oltre sarà possibile solo alle medesime e strettissime condizioni attuali, con il divieto categorico di caccia all’avifauna durante la migrazione prenuziale, la riproduzione e l’allevamento della prole. I calendari venatori continueranno a rispettare i principi temporali comunitari. Anche l’idea della caccia di notte viene confutata. Sebbene siano autorizzati strumenti ottici elettronici per la caccia di selezione, gli orari di caccia non cambiano. Questi strumenti, già ampiamente usati in Europa, consentono di cacciare in sicurezza all’alba e al tramonto, permettendo di individuare con precisione le caratteristiche degli animali e di effettuare gli abbattimenti autorizzati dall’ISPRA in modo mirato. Infine, Federcaccia Lombardia definisce “rivoltante” la menzogna della “caccia in spiaggia in mezzo agli ombrelloni”. Il “demanio marittimo” include non solo i lidi ma anche foci, delta di fiumi e lagune, aree tradizionalmente soggette a pianificazione venatoria. Le norme attuali sul demanio marittimo rimangono invariate. Non ci sarà alcuna battuta di caccia tra gli ombrelloni, grazie alle vigenti norme su distanze di sicurezza, porto d’armi e divieti del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e del Codice Penale. Le vere modifiche, conclude l’Avv. Bertacchi, riguardano la razionalizzazione delle norme sugli appostamenti, l’abrogazione delle “opzioni esclusive di caccia” (che oggi limitano eccessivamente i cacciatori ), la possibilità di caccia al cinghiale anche in presenza di neve e, soprattutto, il riconoscimento del ruolo ecologico ed ecosostenibile della caccia, restituendo così dignità ai cacciatori .
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