La notizia è arrivata ad inizio luglio, quando sono stati resi noti i Delegati Provinciali FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) della Lombardia per la stagione 2026/2027, attraverso il comunicato diramato dalla Lega Nazionale Dilettanti il 1 luglio. Dopo la rivoluzione del 2025 (quando cerano stati cambi al vertice in ben undici province su tredici), questanno i cambi sono stati soltanto cinque e riguardano Bergamo, Milano, Cremona, Legnano e Lodi. A sollevare polemiche è senza dubbio la decisione della presidente del Comitato Regionale Lombardia, Valentina Battistini, che ha assunto lincarico di Reggente della Delegazione orobica, da un anno guidata da Flavio Oberti, indicato alla presidenza proprio da Battistini.
La presidente, in alcune interviste rilasciate alla stampa ha parlato di criticità amministrative che durano da anni pur definendo Oberti persona seria e per bene. Flavio Oberti domenica 12 luglio ha diramato un comunicato nel quale, confermando le proprie irrevocabili dimissioni, risponde con fermezza alle scelte della presidente regionale.
Le dichiarazioni rilasciate dalla Presidente sulla stampa, non solo locale, – si legge – impongono una risposta chiara e puntuale. Lo faccio non per alimentare una polemica personale, ma per rispetto della verità, delle società bergamasche e di tutte le persone che, negli anni, hanno dedicato tempo, competenze e passione alla Delegazione Provinciale di Bergamo. Non entrerò nel merito delle scelte sportive della nuova governance regionale. Si sono fatte anche buone cose, saranno le società, tra qualche stagione, a giudicare se la riforma dei campionati e il nuovo modello organizzativo avranno prodotto benefici oppure no. Saranno i risultati a parlare. Non posso invece tacere quando vengono formulate affermazioni che rischiano di gettare discredito sulla Delegazione e su chi vi ha operato con serietà e spirito di servizio.
La Presidente parla di “irregolarità amministrative reiterate negli anni passati”. Un’affermazione di questo genere, pronunciata da chi ricopre un ruolo istituzionale, produce inevitabilmente un effetto devastante sull’opinione pubblica. Chi legge è portato a immaginare ammanchi di denaro, comportamenti illeciti o gestioni poco trasparenti. Nulla di tutto questo è mai accaduto.
Chi lavora in Delegazione – aggiunge Oberti – è, prima di tutto, un volontario. Anche i collaboratori oggi inquadrati con contratto sportivo-amministrativo (a seguito della legge Spadafora) percepiscono compensi simbolici rispetto alle oltre venti ore settimanali che dedicano all’attività. Durante la mia presidenza il budget operativo della Delegazione era pari a zero euro. Lo ripeto: zero euro. Non esistevano fondi nella disponibilità della Delegazione, se non quelli strettamente necessari per i rimborsi previsti e per l’affitto delle sale riunioni. All’insediamento dell’attuale governance regionale, tutte le quattordici Delegazioni Lombarde furono invitate dalla Presidente ad affrontare un anno di “lacrime e sangue” a causa dellimportante disavanzo economico ereditato dalla precedente gestione. Vennero ritirate persino le carte di credito di rappresentanza e tuttora le delegazioni ne sono sprovviste. In queste condizioni è legittimo chiedersi: quali somme sarebbero state gestite irregolarmente, se non c’era nemmeno la disponibilità economica per sostenere le normali attività? La realtà è un’altra. Le presunte irregolarità riguardano esclusivamente i tornei organizzati dall’UNSV – Unione Nazionale Veterani dello Sport, soggetto esterno alla Delegazione. Si trattava di competizioni autorizzate e conformi al disciplinare della LND, ma caratterizzate purtroppo da una gestione disciplinare (sanzioni economiche) parallela a quella della Delegazione a me sconosciuta, questa consuetudine da quanto verificato era reiterata da tempo come del resto dice giustamente la presidente. Gli importi in questione venivano incassati direttamente dall’UNSV e non dalla Delegazione Provinciale. È quindi scorretto lasciare intendere che vi siano state irregolarità economiche riconducibili alla Delegazione di Bergamo. Quei tornei (Ciatto, Cassera e De Guz e altri ancora) esistono da oltre cinquant’anni e rappresentano una tradizione consolidata del calcio dilettantistico bergamasco, come è una consuetudine che dura dallo stesso periodo che alcuni componenti dei Veterani facciano parte della delegazione ancor dai tempi di Macario, Valenti, Baretti, Capoferri, Bertoletti, Radici e Mazzoleni tutti presidenti e/o delegati che si sono avvicendati alla conduzione della Delegazione di Bergamo prima di me.
Fra le affermazioni della presidente Battistini anche quelle secondo cui “nelle iscrizioni girano 200 mila euro di contanti” e servono figure professionali.
La prima affermazione aggiunge Oberti – necessita di essere ricondotta alla realtà. In Lombardia operano circa 1.200 società affiliate. Rapportando la cifra indicata dalla Presidente, si arriva a una media di circa 160 euro in contanti per società nell’arco di un’intera stagione. Una cifra assolutamente marginale. Peraltro sono consentiti per legge pagamenti in contanti fino a 990 euro. Dov’è, dunque, lo scandalo? Le medie possono impressionare, ma senza un contesto preciso rischiano soltanto di alimentare una narrazione fuorviante. Il tema della professionalità merita una riflessione. Le persone che fino a oggi hanno garantito il funzionamento della Delegazione, affrontando ogni settimana sacrifici e responsabilità, devono essere considerate improvvisamente incapaci? Se davvero fosse così, perché sono state tutte confermate anche per la nuova stagione sportiva? Forse perché servono fino al termine del periodo delle iscrizioni e tesseramenti (Luglio- Ottobre) e poi potranno essere sostituite? La domanda è inevitabile. Il mio destino era già stato deciso? Sono stato nominato soltanto per diventare il capro espiatorio di una situazione che risulta reiterata da tempo? Ringrazio comunque la Presidente per aver riconosciuto pubblicamente la mia onestà personale. Fusioni societarie, cambi di denominazione e operazioni straordinarie non vengono istruiti dalla Delegazione Provinciale di Bergamo. Sono pratiche gestite dal Comitato Regionale e successivamente validate dalla LND di Roma. Attribuire tali responsabilità alla Delegazione significa indicare il soggetto sbagliato. Dopo quarant’anni di esperienza dirigenziale nel calcio avevo accettato questo incarico con entusiasmo, spirito di servizio e senso delle istituzioni. Dopo un anno avevo finalmente acquisito le competenze minime e necessarie per svolgerlo con piena efficacia. Si era creato un gruppo di lavoro coeso, competente e motivato. Il rapporto con i collaboratori era eccellente, quello con il vicepresidente Silini altrettanto. Soprattutto, il rapporto con le società bergamasche era improntato al dialogo e alla fiducia. Le numerose attestazioni di stima ricevute in queste settimane dimostrano che il lavoro svolto era apprezzato. Le criticità del passato potevano essere affrontate e risolte insieme bastava un po’ di buonsenso, anzi ne saremmo usciti sicuramente migliori se lavessimo fatto noi delegazione con il supporto del Comitato Regionale. Si è invece scelta un’altra strada. Una scelta di pancia che, a mio giudizio, non trova spiegazione nelle motivazioni amministrative addotte. Resta la convinzione che le ragioni siano essenzialmente politiche. E quando la politica prevale sul merito, il rischio è sempre lo stesso: non si colpisce una persona, ma si indebolisce un’intera istituzione e si mortifica il lavoro di chi, per anni, l’ha servita magari con qualche errore ma con dedizione. Lascio alle società bergamasche, ai dirigenti e a chi conosce realmente questa realtà il compito di trarre le proprie conclusioni. Io continuerò a difendere la verità dei fatti, perché la credibilità delle istituzioni si costruisce sulla trasparenza, e sulle persone.
Da registrare anche le dichiarazioni di Dario Silini, vicepresidente del Comitato Regionale Lombardia. Ringrazio Oberti per il lavoro svolto e per le dichiarazioni rese. Un ringraziamento speciale va a tutti i componenti della Delegazione: persone volontarie che, partendo da zero, in questo anno si sono formate fino a gestire con competenza le attività operative, dall’approvazione delle iscrizioni e dei tesseramenti alle pratiche di anagrafe federale e alla pubblicazione dei comunicati. Chi mi conosce sa che non amo le polemiche: il mio impegno verso le società resta immutato ed è lunico faro che mi guida, senza alcuno scopo politico. Ci siamo candidati per introdurre cambiamenti nelle procedure consolidate e per individuare soluzioni migliorative, sempre nel pieno rispetto delle persone, principio al quale non rinuncerò mai. Ritengo il confronto uno strumento di crescita collettiva; per questo ho sempre dato a società e dirigenti la possibilità di esprimersi e di proporre idee, anche quando le opinioni divergono, perché il calcio è di tutti e non di pochi eletti. Nonostante la comprensibile delusione per quanto accaduto, confermo la mia disponibilità a lavorare insieme, con trasparenza e senso di responsabilità, non solo per il bene del calcio bergamasco ma per lintero movimento lombardo.
La presidente, in alcune interviste rilasciate alla stampa ha parlato di criticità amministrative che durano da anni pur definendo Oberti persona seria e per bene. Flavio Oberti domenica 12 luglio ha diramato un comunicato nel quale, confermando le proprie irrevocabili dimissioni, risponde con fermezza alle scelte della presidente regionale.
Le dichiarazioni rilasciate dalla Presidente sulla stampa, non solo locale, – si legge – impongono una risposta chiara e puntuale. Lo faccio non per alimentare una polemica personale, ma per rispetto della verità, delle società bergamasche e di tutte le persone che, negli anni, hanno dedicato tempo, competenze e passione alla Delegazione Provinciale di Bergamo. Non entrerò nel merito delle scelte sportive della nuova governance regionale. Si sono fatte anche buone cose, saranno le società, tra qualche stagione, a giudicare se la riforma dei campionati e il nuovo modello organizzativo avranno prodotto benefici oppure no. Saranno i risultati a parlare. Non posso invece tacere quando vengono formulate affermazioni che rischiano di gettare discredito sulla Delegazione e su chi vi ha operato con serietà e spirito di servizio.
La Presidente parla di “irregolarità amministrative reiterate negli anni passati”. Un’affermazione di questo genere, pronunciata da chi ricopre un ruolo istituzionale, produce inevitabilmente un effetto devastante sull’opinione pubblica. Chi legge è portato a immaginare ammanchi di denaro, comportamenti illeciti o gestioni poco trasparenti. Nulla di tutto questo è mai accaduto.
Chi lavora in Delegazione – aggiunge Oberti – è, prima di tutto, un volontario. Anche i collaboratori oggi inquadrati con contratto sportivo-amministrativo (a seguito della legge Spadafora) percepiscono compensi simbolici rispetto alle oltre venti ore settimanali che dedicano all’attività. Durante la mia presidenza il budget operativo della Delegazione era pari a zero euro. Lo ripeto: zero euro. Non esistevano fondi nella disponibilità della Delegazione, se non quelli strettamente necessari per i rimborsi previsti e per l’affitto delle sale riunioni. All’insediamento dell’attuale governance regionale, tutte le quattordici Delegazioni Lombarde furono invitate dalla Presidente ad affrontare un anno di “lacrime e sangue” a causa dellimportante disavanzo economico ereditato dalla precedente gestione. Vennero ritirate persino le carte di credito di rappresentanza e tuttora le delegazioni ne sono sprovviste. In queste condizioni è legittimo chiedersi: quali somme sarebbero state gestite irregolarmente, se non c’era nemmeno la disponibilità economica per sostenere le normali attività? La realtà è un’altra. Le presunte irregolarità riguardano esclusivamente i tornei organizzati dall’UNSV – Unione Nazionale Veterani dello Sport, soggetto esterno alla Delegazione. Si trattava di competizioni autorizzate e conformi al disciplinare della LND, ma caratterizzate purtroppo da una gestione disciplinare (sanzioni economiche) parallela a quella della Delegazione a me sconosciuta, questa consuetudine da quanto verificato era reiterata da tempo come del resto dice giustamente la presidente. Gli importi in questione venivano incassati direttamente dall’UNSV e non dalla Delegazione Provinciale. È quindi scorretto lasciare intendere che vi siano state irregolarità economiche riconducibili alla Delegazione di Bergamo. Quei tornei (Ciatto, Cassera e De Guz e altri ancora) esistono da oltre cinquant’anni e rappresentano una tradizione consolidata del calcio dilettantistico bergamasco, come è una consuetudine che dura dallo stesso periodo che alcuni componenti dei Veterani facciano parte della delegazione ancor dai tempi di Macario, Valenti, Baretti, Capoferri, Bertoletti, Radici e Mazzoleni tutti presidenti e/o delegati che si sono avvicendati alla conduzione della Delegazione di Bergamo prima di me.
Fra le affermazioni della presidente Battistini anche quelle secondo cui “nelle iscrizioni girano 200 mila euro di contanti” e servono figure professionali.
La prima affermazione aggiunge Oberti – necessita di essere ricondotta alla realtà. In Lombardia operano circa 1.200 società affiliate. Rapportando la cifra indicata dalla Presidente, si arriva a una media di circa 160 euro in contanti per società nell’arco di un’intera stagione. Una cifra assolutamente marginale. Peraltro sono consentiti per legge pagamenti in contanti fino a 990 euro. Dov’è, dunque, lo scandalo? Le medie possono impressionare, ma senza un contesto preciso rischiano soltanto di alimentare una narrazione fuorviante. Il tema della professionalità merita una riflessione. Le persone che fino a oggi hanno garantito il funzionamento della Delegazione, affrontando ogni settimana sacrifici e responsabilità, devono essere considerate improvvisamente incapaci? Se davvero fosse così, perché sono state tutte confermate anche per la nuova stagione sportiva? Forse perché servono fino al termine del periodo delle iscrizioni e tesseramenti (Luglio- Ottobre) e poi potranno essere sostituite? La domanda è inevitabile. Il mio destino era già stato deciso? Sono stato nominato soltanto per diventare il capro espiatorio di una situazione che risulta reiterata da tempo? Ringrazio comunque la Presidente per aver riconosciuto pubblicamente la mia onestà personale. Fusioni societarie, cambi di denominazione e operazioni straordinarie non vengono istruiti dalla Delegazione Provinciale di Bergamo. Sono pratiche gestite dal Comitato Regionale e successivamente validate dalla LND di Roma. Attribuire tali responsabilità alla Delegazione significa indicare il soggetto sbagliato. Dopo quarant’anni di esperienza dirigenziale nel calcio avevo accettato questo incarico con entusiasmo, spirito di servizio e senso delle istituzioni. Dopo un anno avevo finalmente acquisito le competenze minime e necessarie per svolgerlo con piena efficacia. Si era creato un gruppo di lavoro coeso, competente e motivato. Il rapporto con i collaboratori era eccellente, quello con il vicepresidente Silini altrettanto. Soprattutto, il rapporto con le società bergamasche era improntato al dialogo e alla fiducia. Le numerose attestazioni di stima ricevute in queste settimane dimostrano che il lavoro svolto era apprezzato. Le criticità del passato potevano essere affrontate e risolte insieme bastava un po’ di buonsenso, anzi ne saremmo usciti sicuramente migliori se lavessimo fatto noi delegazione con il supporto del Comitato Regionale. Si è invece scelta un’altra strada. Una scelta di pancia che, a mio giudizio, non trova spiegazione nelle motivazioni amministrative addotte. Resta la convinzione che le ragioni siano essenzialmente politiche. E quando la politica prevale sul merito, il rischio è sempre lo stesso: non si colpisce una persona, ma si indebolisce un’intera istituzione e si mortifica il lavoro di chi, per anni, l’ha servita magari con qualche errore ma con dedizione. Lascio alle società bergamasche, ai dirigenti e a chi conosce realmente questa realtà il compito di trarre le proprie conclusioni. Io continuerò a difendere la verità dei fatti, perché la credibilità delle istituzioni si costruisce sulla trasparenza, e sulle persone.
Da registrare anche le dichiarazioni di Dario Silini, vicepresidente del Comitato Regionale Lombardia. Ringrazio Oberti per il lavoro svolto e per le dichiarazioni rese. Un ringraziamento speciale va a tutti i componenti della Delegazione: persone volontarie che, partendo da zero, in questo anno si sono formate fino a gestire con competenza le attività operative, dall’approvazione delle iscrizioni e dei tesseramenti alle pratiche di anagrafe federale e alla pubblicazione dei comunicati. Chi mi conosce sa che non amo le polemiche: il mio impegno verso le società resta immutato ed è lunico faro che mi guida, senza alcuno scopo politico. Ci siamo candidati per introdurre cambiamenti nelle procedure consolidate e per individuare soluzioni migliorative, sempre nel pieno rispetto delle persone, principio al quale non rinuncerò mai. Ritengo il confronto uno strumento di crescita collettiva; per questo ho sempre dato a società e dirigenti la possibilità di esprimersi e di proporre idee, anche quando le opinioni divergono, perché il calcio è di tutti e non di pochi eletti. Nonostante la comprensibile delusione per quanto accaduto, confermo la mia disponibilità a lavorare insieme, con trasparenza e senso di responsabilità, non solo per il bene del calcio bergamasco ma per lintero movimento lombardo.
📲 Ricevi gratis le notizie di Montagne & Paesi sul tuo telefonino!
Iscriviti al nostro canale WhatsApp ufficiale per restare sempre aggiornato su notizie e curiosità dalle valli.
📢 Seguici anche su Telegram!
Unisciti al canale Telegram di Montagne & Paesi per ricevere tutte le news in tempo reale.





