Panathlon Vallecamonica: Pantani Ricordato a Montecampione e Boario Terme con Velo, Zaina e Martinelli

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Il Panathlon Club Vallecamonica ha reso omaggio a Marco Pantani , ricordando l’indimenticabile tappa del Giro d’Italia 1998 con arrivo a Montecampione . L’evento, tenutosi nei giorni scorsi, ha visto la partecipazione di ospiti d’eccezione come Marco Velo , Enrico Zaina e Beppe Martinelli , tra la deposizione di fiori al monumento di Montecampione e una commovente conviviale a Boario Terme , in provincia di Brescia . Nel tardo pomeriggio, il Presidente Ottavio Bonino , affiancato dal Socio Ezio Maffi , ha guidato un gruppo di soci e i tre illustri ospiti al monumento dedicato a Pantani, situato a 1800 metri al Plan di Montecampione . Qui, un mazzo di fiori rigorosamente rosa e gialli è stato deposto in memoria dell’epica impresa del “Pirata”. La commemorazione è proseguita presso l’ Albergo San Martino di Boario Terme . Dopo la tradizionale cena, il giornalista Ciro Corradini ha sapientemente condotto un’intervista ai tre ospiti, focalizzandosi non solo sulla storica tappa, ma anche sulla figura umana e sportiva di Marco Pantani. Un emozionante filmato con la telecronaca di Adriano De Zan ha permesso di rivivere gli ultimi chilometri dell’assolo di Pantani sui tornanti di Montecampione. A seguire, Beppe Martinelli , storico Direttore Sportivo di Pantani e vincitore di 6 Giri e 2 Tour da DS, ha svelato i retroscena: «La tappa di Montecampione era fondamentale per vincere il Giro d’Italia; dovevamo guadagnare su Pavel Tonkov. Marco scattò subito anticipando tutti». Marco Velo ha ironicamente aggiunto: «meno male altrimenti ci dovevamo fare tutta la salita davanti a tirare…!!!». Lo scatto finale fu fatale per Tonkov, garantendo a Pantani i secondi decisivi per la vittoria del Giro. Dopo i ringraziamenti a Ezio Maffi per l’impegno nell’organizzare negli ultimi anni i Campionati Italiani di Ciclismo di tutte le categorie in Valle Camonica , la parola è passata a Marco Velo , attuale Commissario Tecnico della Nazionale femminile di ciclismo. «Ricordo che Marco voleva a tutti i costi vincere quel Giro e la nostra squadra era davvero unita solo per lui, eravamo davvero un bel gruppo», ha detto Velo. Anche Enrico Zaina , già secondo in un Giro d’Italia, ha sottolineato il forte valore del gruppo alla “MercatoneUno”: «Eravamo davvero uniti, ognuno con il suo compito per il nostro capitano Marco Pantani. Siamo uniti ancora oggi e ogni tanto ci troviamo». Martinelli ha ripercorso i primi anni con Pantani, dai tempi da dilettante ai contratti da professionista, fino alla storica doppietta Giro/Tour del 1998. «Marco non voleva andare al Tour, l’ho dovuto inseguire in Riviera romagnola perché lui era già in vacanza; nelle prime tappe fece fatica poi piano piano riuscì a risalire fino allo scontro finale con il tedesco Ullrich e la vittoria di Marco», ha raccontato. La serata è stata ricca di aneddoti sulla vita quotidiana del Campione di Cesenatico, dagli scherzi alle abitudini. Marco Velo ha evidenziato come «Marco fosse una persona piacevole, dava tutto per la squadra, sapeva fare gruppo». Martinelli ha aggiunto: «era anche un po’ personaggio ma un campione come lui io non l’ho mai più avuto». Le domande del giornalista hanno poi toccato i cambiamenti nel ruolo del direttore sportivo nel ciclismo: «Oggi – ha detto Martinelli – quasi non conosci tutti i tuoi corridori, sei circondato da decine di figure tecniche; una volta conoscevi tutta la vita dei tuoi corridori, oggi fai fatica a ricordarti i nomi, è cambiato tutto». Il dibattito si è spostato anche sugli ultimi anni di vita di Marco Pantani. Enrico Zaina ha affermato: «abbiamo cercato di aiutarlo, di cercarlo, di stare con lui, ma è stato purtroppo inutile». Martinelli ha sottolineato che «dopo Madonna di Campiglio è un’altra storia, si è chiuso in se stesso, non ha più voluto un contratto». Marco Velo ha concluso: «io voglio ricordarlo come campione, il Marco vincente, io devo tanto a lui». Enrico Zaina ha infine spiegato il suo abbandono del mondo del ciclismo: «volevo essere ricordato come ciclista e non in modo negativo dopo la vicenda di Madonna di Campiglio; il ciclismo non era più il mio mondo, è stata una parentesi della mia vita». Marco Velo ha descritto il suo ruolo di Commissario Tecnico: «io sono sempre rimasto nel ciclismo e gestire una squadra nazionale è più semplice, hai ancora un rapporto umano con chi selezioni, devi essere più psicologo che tecnico e oggi nel ciclismo moderno, nelle squadre Pro non è più così». Al termine della serata, dopo i ringraziamenti ai relatori e al giornalista Ciro Corradini , il Presidente Ottavio Bonino ha consegnato agli ospiti il gagliardetto e la spilla del Panathlon Club di Vallecamonica , insieme al libro di Ausilio Priuli ‘Segni come parole’. L’appuntamento per i soci è ora fissato a settembre per una nuova conviviale.
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