Coldiretti Como Lecco: Falso Made in Italy negli USA vale 40 miliardi, una minaccia per il Lago di Como

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COMO-LECCO, venerdì 24 luglio 2026 – Un allarme significativo arriva oggi da Coldiretti Como Lecco : mentre il Lago di Como si conferma meta prediletta per i turisti americani, negli Stati Uniti prospera un gigantesco business del ” falso Made in Italy ” agroalimentare, il cosiddetto ” Italian sounding “, che raggiunge un valore di 40 miliardi di euro . Questa situazione, denunciano, minaccia non solo l’economia ma anche la credibilità del vero prodotto italiano e dei territori come Como e Lecco . Secondo l’associazione, la “partita contro l’Italian sounding” resta aperta e decisiva, superando per importanza anche la recente conclusione dei Mondiali di calcio. A questa cifra si aggiungono altri 2 miliardi di euro di danni causati agli agricoltori italiani dall’Italian sounding “fatto in Italia”, attraverso l’inganno dell’ultima trasformazione sostanziale prevista dal codice doganale. «Il tema riguarda direttamente anche il nostro territorio – sottolinea Fortunato Trezzi , presidente di Coldiretti Como Lecco – perché il Lago di Como è una destinazione internazionale e accoglie ogni anno moltissimi visitatori stranieri, a partire da quelli americani. A loro dobbiamo poter offrire l’Italia autentica, fatta di prodotti veri, origine chiara, filiere riconoscibili e agricoltori che lavorano ogni giorno per garantire qualità e sicurezza». Coldiretti Como Lecco evidenzia il paradosso: mentre l’Italia e i suoi territori, incluso il Lario , sono sempre più ricercati dai turisti statunitensi, gli scaffali e i menu d’oltreoceano sono invasi da prodotti falsi. Questi utilizzano nomi, colori, immagini e richiami geografici italiani, pur non avendo nulla a che fare con le autentiche filiere. L’analisi di Coldiretti, basata su dati Usda, rivela numeri impressionanti sulla produzione di formaggi “italian style” negli Stati Uniti. Vengono prodotti circa 222 milioni di chili di Parmesan , 170 milioni di chili di Provolone , 23 milioni di chili di Pecorino Romano e quasi 40 milioni di chili di altri formaggi che richiamano la tradizione italiana. A questi si aggiungono oltre 2 miliardi di chili di mozzarella , portando la produzione complessiva a sfiorare i 2,7 miliardi di chili di formaggi “italian style”. La produzione è concentrata soprattutto negli Stati del Wisconsin, della California e di New York, coprendo circa il 90% dei formaggi di ispirazione italiana realizzati negli USA. Anche il Gorgonzola è vittima di questa pratica. Il fenomeno non si limita ai formaggi. Nel comparto dei salumi, proliferano imitazioni di prodotti simbolo come i falsi Prosciutti di Parma e San Daniele, o le versioni estere di Mortadella Bologna e Salame Milano. Anche il vino è colpito, con kit e preparati che consentono di riprodurre artificialmente celebri denominazioni italiane usando polveri e aromi. Accanto all’Italian sounding prodotto negli Stati Uniti, persiste il problema di quello “fatto in Italia” sfruttando le lacune normative. Esempi lampanti includono cosce di maiali olandesi o tedeschi che diventano prosciutti italiani con la sola salatura, triplo concentrato di pomodoro cinese trasformato in passata tricolore, olive tunisine che diventano olio extravergine nostrano , e latte tedesco o polacco impiegato per mozzarelle con il richiamo alla bandiera italiana. «Non è soltanto una questione economica – prosegue Trezzi – anche se il danno per le imprese agricole è enorme. È anche un problema di trasparenza e di tutela dei cittadini. Chi compra un prodotto richiamato come italiano deve sapere da dove arrivano davvero le materie prime e quale filiera lo ha generato. L’origine non può essere trasformata in un artificio burocratico o in un’operazione di marketing». Per Coldiretti Como Lecco, la battaglia contro l’Italian sounding è cruciale per un territorio dove turismo, ristorazione, agriturismi, prodotti locali e paesaggio agricolo contribuiscono all’immagine dell’Italia nel mondo. Il Lago di Como non è solo una meta da fotografare, ma una porta d’accesso all’autentico patrimonio agroalimentare italiano. «Quando un turista americano arriva sul Lario – sottolinea Coldiretti Como Lecco nelle parole del direttore Luciano Salvadori – cerca l’Italia vera. Ma quella stessa Italia deve essere riconoscibile anche quando torna a casa e fa la spesa. Se negli Stati Uniti trova parmesan, falsi salumi italiani, mozzarelle italian style e vini riprodotti con polveri e aromi, il danno non riguarda soltanto le nostre esportazioni: riguarda la credibilità complessiva del Made in Italy ». «Per questo – conclude Trezzi – chiediamo regole più chiare sull’origine, controlli più efficaci e una difesa forte delle filiere italiane. L’agroalimentare autentico è un patrimonio economico, culturale e sanitario. Vale per l’export, vale per i consumatori americani e vale per territori come Como e Lecco , dove la forza dell’Italia si vede ogni giorno nel rapporto tra agricoltura, turismo, paesaggio e qualità della vita».
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