Don Milani, inaugurata la statua con frase anti-comunista: scoppia la polemica

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(Adnkronos) – A Vagli Sotto, in provincia di Lucca, è stata inaugurata la contestata scultura in marmo dedicata a don Lorenzo Milani (1923-1967), accompagnata dalla targa riportante una frase attribuita al priore di Barbiana che nei giorni scorsi ha alimentato un acceso dibattito. Nonostante le richieste di rimozione o modifica avanzate dalla Fondazione don Lorenzo Milani e da altre realtà legate alla sua eredità culturale, il Comune ha confermato il testo originario della lapide, dove si legge: "Il comunismo è la mediazione e l'organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi".
 Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il consigliere regionale di Forza Italia Jacopo Maria Ferri e Alessandro Mazzerelli, fondatore del Movimento Autonomista Toscano, che da anni sostiene di avere ascoltato personalmente da don Milani, il 31 luglio 1966, la frase riportata sulla targa. Assente, invece, il parroco del paese. Il sindaco di Vagli Sotto, Mario Puglia, ha spiegato che la decisione è stata assunta dopo un ulteriore confronto con Mazzerelli e condivisa dal Consiglio comunale, con il parere favorevole anche del gruppo di opposizione. "La scritta rimane al suo posto", ha dichiarato il primo cittadino, confermando la volontà dell'amministrazione di non apportare modifiche. Di segno opposto la posizione della Fondazione don Lorenzo Milani, come riferisce il "Corriere Fiorentino". Il presidente Agostino Burberi ha annunciato il ricorso alle vie legali, sostenendo che la frase attribuita al sacerdote "non combacia per niente con il suo pensiero" e che don Milani "non si è mai schierato con quei toni con o contro un partito". Secondo Burberi, attribuire al priore di Barbiana quelle parole significa alterarne profondamente il messaggio. Il presidente della Fondazione ha inoltre ricordato che nelle ultime settimane erano state inviate due lettere al sindaco per chiedere un ripensamento, senza ottenere risposta. In uno dei documenti, sottoscritto anche dall'Istituzione don Milani di Vicchio e dal Gruppo don Milani di Calenzano, si evidenzia come la frase riportata sulla lapide "non rappresenti il suo pensiero e i suoi insegnamenti", anche qualora fosse realmente tratta da una corrispondenza privata. Dal canto suo, Mazzerelli ha ribadito la propria versione dei fatti, affermando che la citazione è autentica e sostenendo che la sua divulgazione rappresenti un chiarimento storico sulla figura di don Milani. Una ricostruzione che continua tuttavia a essere respinta dalla Fondazione, aprendo ora la strada a un possibile contenzioso giudiziario. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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