Pisogne (Brescia) – Le associazioni ambientaliste Legambiente Basso Sebino e Valle Camonica, Italia Nostra Valle Camonica e LIPU Bergamo e Brescia hanno formalmente diffidato il Comune di Pisogne. La richiesta, trasmessa martedì 11 agosto via PEC anche alla Comunità Montana del Sebino bresciano, mira a bloccare la realizzazione dell’area camper in località “Nistoi”. Le organizzazioni chiedono la sospensione immediata dell’iter autorizzativo e un riesame complessivo del progetto, citando criticità legate a rischio idrogeologico, sicurezza delle persone, viabilità e caratteristiche dei terreni.
Le preoccupazioni nascono da sopralluoghi, indagini indipendenti e dall’analisi della documentazione progettuale. Particolare attenzione è rivolta al rischio di esondazione, considerando la prevista presenza di circa 100 camper e roulotte. Le associazioni sollecitano una verifica rigorosa e indipendente della pericolosità idraulica, includendo il rischio di fluitazione e spostamento dei mezzi in caso di acque correnti.
Ulteriori dubbi riguardano il piano di evacuazione. Il transito elevato di mezzi previsto dovrebbe avvenire lungo una strada con una strozzatura e un ponte a senso unico. È quindi indispensabile verificare l’efficacia del piano anche negli scenari più critici, come la presenza di acqua, detriti o altri ostacoli sulla via di fuga.
La diffida richiede inoltre verifiche indipendenti sulla natura e sulla qualità dei terreni nella zona di Nistoi, specialmente alla luce di informazioni relative a riporti che potrebbero contenere materiali riconducibili a scorie di acciaieria.
«Non chiediamo di fermare il progetto per principio – sottolineano le associazioni – ma di applicare il principio di massima cautela quando sono in gioco sicurezza delle persone, rischio idraulico e tutela ambientale. Un piano di evacuazione deve funzionare nella realtà, non soltanto sulla carta».
Le associazioni chiedono di sospendere l’iter e riesaminare integralmente il progetto, verificando rischio idraulico, vie di fuga, stabilità e qualità dei terreni, e compatibilità ambientale. In alternativa, propongono di destinare l’area di Nistoi a parco pubblico non attrezzato o a zona verde da riforestare, preservandone la naturale capacità di drenaggio.
«In una fase di crescente frequenza degli eventi meteorologici estremi – concludono le associazioni – impermeabilizzare e concentrare decine di mezzi e persone in un’area vulnerabile significa andare nella direzione opposta alla prevenzione del rischio e all’adattamento climatico».
Immagine generata con AI.
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