Un uomo di 47 anni, identificato come Z.F., è stato condotto in carcere a Bergamo dopo essere stato arrestato a Urgnano il 18 agosto 2026. La notizia, resa nota oggi, venerdì 21 agosto 2026, fa seguito alla revoca del braccialetto elettronico che l’uomo aveva in dotazione, essendo già ai domiciliari per atti persecutori e maltrattamenti nei confronti della sua compagna 45enne. La decisione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bergamo è arrivata dopo una serie prolungata di violazioni dei provvedimenti cautelari e la reiterazione delle condotte violente.
L’arresto, eseguito dai Carabinieri della Stazione di Urgnano, deriva da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Bergamo. L’uomo, già colpito da misure cautelari, aveva continuato a violare le prescrizioni e a tormentare la sua compagna.
Le indagini hanno documentato una lunga serie di episodi di violenza e maltrattamenti in famiglia. Nonostante un precedente divieto di avvicinamento alla persona offesa e un divieto di dimora nei comuni di Romano di Lombardia e Stezzano (rispettivamente residenza dei genitori della vittima e luogo di lavoro), da maggio 2025, Z.F. aveva costretto la compagna a riprendere la convivenza in un monolocale ad Antegnate. Qui, la donna subiva quotidianamente ingiurie, denigrazioni offensive, continue vessazioni psicologiche e violenze fisiche.
Nel maggio 2025, la vittima era stata anche costretta a presentare la remissione di una precedente querela e a vendere una borsa griffata, un regalo del padre defunto, del valore di circa 500 euro.
A giugno 2025, durante un’ulteriore e violenta lite per futili motivi, l’uomo aveva percosso la compagna, le aveva strappato dal polso una catenina in argento e l’aveva minacciata di morte. Poco più tardi, durante la notte, Z.F. aveva dato nuovamente in escandescenze, percuotendola ancora e lanciando fuori di casa i suoi effetti personali. La donna aveva cercato rifugio in un sottoscala e aveva notato l’uomo uscire sul pianerottolo impugnando un bastone di legno. A quel punto, la donna, raggiunta la casa di una vicina, aveva contattato il numero unico di emergenza 112, chiedendo l’intervento dei Carabinieri.
I Carabinieri di Urgnano, giunti tempestivamente sul posto, erano acceduti all’appartamento trovando l’indagato seduto sul divano con a fianco un bastone di legno e un coltello artigianale, entrambi posti sotto sequestro. L’uomo era stato tratto in arresto in flagranza di reato per violazione dei provvedimenti di allontanamento e divieto di avvicinamento.
A seguito di quell’arresto e del giudizio direttissimo, il Tribunale di Bergamo aveva applicato nei confronti dell’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari presso un monolocale di Antegnate nella sua disponibilità, con la prescrizione dell’applicazione del braccialetto elettronico. Successivamente, nel mese di luglio 2026, la misura degli arresti domiciliari era stata trasferita a Urgnano presso l’abitazione della madre dell’indagato.
La svolta che ha portato all’attuale arresto è avvenuta il 17 agosto 2026, quando Z.F., tramite il proprio difensore di fiducia, ha espresso la formale revoca del consenso all’applicazione e al mantenimento del braccialetto elettronico. Valutata la pericolosità del soggetto e l’inadeguatezza delle misure non custodiali a prevenire il rischio di reiterazione dei reati, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bergamo, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la revoca degli arresti domiciliari e l’immediata applicazione della custodia cautelare in carcere.
I Carabinieri di Urgnano hanno così arrestato l’uomo, che è stato condotto presso la Casa Circondariale di Bergamo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si ricorda che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e che nei confronti dell’indagato sussiste la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale condanna definitiva.
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