Giovedì 3 settembre 2026, una nuova ricerca europea condotta nell’ambito del progetto Horizon Europe CROCUS, con la partecipazione chiave dell’Università degli studi di Bergamo, ha rivelato il vasto potenziale ancora inespresso del turismo culturale e creativo nelle aree rurali e remote d’Europa. Il Rapporto di Sintesi dei Living Lab transfrontalieri, frutto di uno studio su otto aree di confine tra cui Sondrio-Grigioni, sottolinea come il patrimonio locale sia un asset fondamentale per la rigenerazione economica e sociale, contrastando l’emergenza demografica che affligge molti borghi.
Il progetto CROCUS – Cross-border Cultural and Creative Tourism in Rural and Remote Areas – ha pubblicato questo importante rapporto, basato su 2.138 risposte raccolte tra residenti, imprese turistiche e visitatori di 14 Paesi europei. L’obiettivo è trasformare queste evidenze in modelli di turismo sostenibili e co-creati con le comunità locali, applicando metodologie di design thinking.
Dalla ricerca emerge che il patrimonio culturale materiale e immateriale – dalla gastronomia alle tradizioni locali – rappresenta uno dei principali vantaggi competitivi per lo sviluppo del turismo. In particolare, la cultura del cibo e l’enogastronomia sono identificate come aree con forti potenzialità per uno sviluppo turistico annuale. Le comunità dimostrano un ampio sostegno al turismo, riconoscendolo come motore economico capace di generare occupazione e migliorare la qualità della vita.
Tuttavia, il rapporto evidenzia anche criticità comuni alle aree rurali e montane: scarsa collaborazione transfrontaliera, marcata stagionalità e deficit infrastrutturali, inclusi problemi di accessibilità e servizi pubblici limitati. Questi aspetti richiedono strategie di gestione delle destinazioni coordinate e di lungo periodo.
Tra le otto aree di Living Lab analizzate, c’è quella di Sondrio (Italia) – Grigioni (Svizzera), un territorio montano che condivide le sfide demografiche e il potenziale culturale di altre regioni di confine europee. Gli altri territori includono Gorizia-Goriška, la Valle del Torne tra Finlandia e Svezia, e diverse aree tra Danimarca-Germania, Croazia-Slovenia, Estonia-Lettonia, Ungheria-Slovenia, Bulgaria-Romania.
La Prof.ssa Roberta Garibaldi dell’Università degli studi di Bergamo, partner del consorzio di ricerca, ha sottolineato l’importanza di questo approccio: «Oggi i centri minori e i borghi affrontano una grave emergenza demografica. In questo delicato scenario, il turismo enogastronomico costituisce una leva strategica di rigenerazione, in grado di riportare ricchezza economica e sociale in queste aree, contribuendo a garantire agli abitanti il “diritto a restare”.» Ha inoltre ribadito come sia fondamentale che la conoscenza condivisa si traduca in modelli di turismo economicamente sostenibili, radicati nelle comunità e capaci di generare benefici duraturi.
Il Rapporto di Sintesi è il risultato della collaborazione di un consorzio paneuropeo che include, oltre all’Università degli studi di Bergamo, istituzioni accademiche e di ricerca da Danimarca, Finlandia, Estonia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Croazia e Paesi Bassi. Il progetto CROCUS, finanziato da Horizon Europe, mira a liberare il valore economico, culturale e sociale del patrimonio rurale europeo, promuovendo cooperazione transfrontaliera e crescita turistica inclusiva, contribuendo agli obiettivi UE di turismo sostenibile e sviluppo rurale.
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