(Adnkronos) – Al via a Villa d'Este a Cernobbio alla 52ª edizione del Forum Ambrosetti intitolato 'Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive', organizzato da Teha Group. In programma da oggi a domenica, la kermesse come di consueto riunisce il gotha dell'impresa, dell'eminenza grigia, diplomazia e politica internazionale e nazionale per un confronto sui temi che spaziano dall'economia alla finanza alla geopolitica.
Sei governi rappresentati (Italia, Croazia, Albania, Stati Uniti, Portogallo e Turchia), oltre ai principali ministri del governo italiano (dal ministro degli Esteri Antonio Tajani al titolare dell'Economia Giancarlo Giorgetti, tra gli altri) due commissari europei, il Presidente del Consiglio Europeo, l'evento si riconferma hub di scambio su policy e strategie. Nell'agenda di sabato anche il dibattito 'Il progetto europeo tra integrazione e sovranità: il punto di vista italiano' con l'eurodeputato e fondatore del partito di estrema destra Futuro nazionale Roberto Vannacci, presenza questa che ha suscitato qualche polemica portando alla defezione dall'evento del leader di Azione Carlo Calenda.
Adnkronos a Cernobbio, nel cuore della 52esima edizione del Forum Ambrosetti
Accanto a Vannacci anche Mario Monti (presidente, Fondazione Bocconi). Per le opposizioni saranno presenti domenica Angelo Bonelli, portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra; Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle; Matteo Renzi, leader di Italia Viva; Elly Schlein, Segretaria del Partito Democratico. Per gli Usa partecipa Jarrod Agen (Assistente del Presidente Trump e direttore esecutivo del Consiglio nazionale per il predominio energetico presso la Casa Bianca), Matthew G. Whitaker (rappresentante Permanente degli Stati Uniti presso la Nato), tra gli altri. "Il frangente storico che viviamo appare complesso e caratterizzato da una fase di transizione che, mentre dichiara non più attuale l’esistente equilibrio, non sembra impegnata a costruirne uno nuovo, limitandosi – spesso con uno sguardo rivolto a stagioni passate che non ci sono più – a mettere in discussione i valori sui quali le società nazionali hanno costruito il loro presente. Per un verso, si amplia repentinamente il novero delle sfide globali la cui soluzione richiede maggiore cooperazione tra gli Stati – dal cambiamento climatico, alle crisi sanitarie pandemiche, dalla disponibilità di risorse energetiche, alimentari e idriche, all’impatto dell’Intelligenza Artificiale. Per l’altro, si affaccia nuovamente una pretesa predatoria delle risorse esistenti – materiali e immateriali – con una preoccupante tendenza a ripristinare politiche di potenza, con la minaccia, quando non l’uso, della forza, a sostegno di proprie pretese nella soluzione delle controversie internazionali". Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Forum. "Il concetto di sicurezza di alcuni – aggiunge il Capo dello Stato – avverrebbe così a spese di quella di altri, con una visione coercitiva dell’interdipendenza, che riporta a epoche coloniali, facendo retrocedere la storia della civiltà umana. Crescenti pressioni sull’ordine multilaterale -realizzato nel secolo scorso sulla spinta degli orrori della Seconda guerra mondiale- a vantaggio di logiche di corto respiro, archiviano i grandi benefici che questo ha recato in termini di pacificazione, indipendenza, emancipazione economica e sociale di vaste porzioni del mondo". "Il Forum Ambrosetti – ricorda ancora il Presidente della Repubblica – ha saputo monitorare, nel corso del tempo, questi passaggi. Se guardiamo alle prospettive del futuro prossimo e ai segnali che destano maggiore preoccupazione in termini di instabilità o contrapposizione, è opinione largamente diffusa che proprio nel momento in cui la stabilità e l’efficacia di tale ordine si rendono più necessarie, esso oggi appaia minacciato e messo alla prova nelle sue regole e nelle sue prassi. Eppure, è appena il caso di ricordare i costi umani, politici, economici, sociali del disordine, della contrapposizione, della guerra. Basterebbe un’analisi di questi per concludere che politiche di potenza e conflitti sono manifestazioni di visione del futuro piuttosto che di autentica progettualità, e che non portano alcun autentico beneficio né ai presunti vincitori né ai soccombenti". "Salvaguardare un ordine internazionale rispettoso della dignità delle persone e dei popoli – aggiunge Mattarella- sollecita un rapido esame delle necessarie condizioni di riforma e adattamento alla realtà contemporanea, radicalmente diversa dalle condizioni degli anni del secondo dopoguerra, per renderlo più adeguato ed efficace". "L’Unione europea costituisce tuttora la manifestazione più eclatante al mondo di condivisione di sovranità, sorretta da valori comuni, capace di assicurare pace, diritti, prosperità diffusi a un gruppo di Stati, adusi per secoli a combattersi l’un l’altro. I suoi successi sono indiscutibili –e per questo, talvolta, invidiati e osteggiati– al pari della sua attrattività, tuttora intensa e vitale", afferma ancora il presidente della Repubblica nel messaggio. "La sua vocazione a proiettare verso l’esterno partenariati basati sul reciproco beneficio, iniziando da quello economico e commerciale, con diversi interlocutori, attraversa una stagione espansiva – ricorda il Capo dello Stato – ed è ben testimoniata dal numero di Accordi di libero scambio recentemente siglati con Stati e associazioni di Stati di ogni continente". "Di questo modello di rapporti internazionali cooperativi, alternativo alla logica del più forte o del profitto di rapina come unico parametro, dobbiamo andare orgogliosi: come in tutte le aree strategiche dove l’Unione interviene, è infatti la persona a essere messa al centro. Questa scelta di fondo ha fatto sì che l’Ue abbia saputo costruire un progetto continentale ambizioso e avanzato, attento alle dimensioni dell’inclusione sociale, della tutela dell’ambiente, coniugate con la crescita economica". "L’Unione europea, lungi dal pensare di rinunciare ai suoi valori, appare più che mai – sottolinea il Presidente della Repubblica – un’impellente necessità per affermare standard di vivibilità per i popoli dell’intero pianeta. Il suo contributo a un ordinamento internazionale equo e condiviso è prezioso e, su questo terreno, l’Europa deve saper giocare assumendo iniziative piuttosto che attestarsi su moduli di mera difesa". "I necessari e urgenti cambiamenti nel funzionamento delle sue istituzioni, nella composizione, nella tempestività delle decisioni, nelle priorità, sono indispensabili per affermare le volontà espresse dalla sovranità dei popoli che in essa si riuniscono. Le società civili dei vari Paesi, il sistema delle imprese, sanno – continua Mattarella- di avere una responsabilità speciale e un ruolo nel consentire all’Unione di essere rilevante, di avere una propria identità, per continuare a rappresentare un modello virtuoso cui ispirare le relazioni internazionali". "L’attuale contesto internazionale – afferma ancora il Capo dello Stato – non ammette indugi. Occorre un chiaro percorso di azione affinché tornino a prevalere modalità di convivenza pacifica in seno alla Comunità degli Stati in un quadro giuridico e istituzionale condiviso e rispettato. In assenza di questo presupposto, sono messe a dura prova le stesse prospettive di un’economia mondiale prospera e in crescita costante e duratura". "Pur essendo consapevoli che l'Unione Europea deve accelerare su diversi fronti per affrontare con successo una competizione globale sempre più intensa e multipolare, siamo stanchi di narrazioni solo pessimistiche, negative e di previsioni catastrofiste che criticano e distruggono il disegno europeo". Così il managing partner e amministratore delegato di The European House-Ambrosetti, Valerio De Molli, in apertura del forum di Teha Group. "Voglio invece, nella mia Prolusione 2026, portare alla vostra attenzione una serie di elementi che risultano orgogliosamente europei e sottolineano la rilevanza della superpotenza gentile", dice. "L'Europa ha scelto di costruire sicurezza attraverso un grande progetto democratico, integrazione economica, istituzioni comuni e dialogo permanente. Nessuna altra area del pianeta è riuscita a combinare pace, prosperità economica, qualità della vita, coesione e inclusione sociale rispetto delle persone e dell'ambiente", continua De Molli che cita "il coefficiente di Gini, che quantifica la disuguaglianza nella distribuzione del reddito, che è al 41,8% in Usa, largamente sopra la soglia ritenuta critica di 40%, mentre stiamo parlando di un valore migliore in Europa al 29,4%".
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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