Europa Verde contesta SkyWalk di vetro a 2.500 metri al Passo Paradiso per conflitto d’Interessi e Impatto Ambientale

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Oggi, sabato 5 settembre 2026, Europa Verde (Alleanza Verdi Sinistra) di Brescia ha espresso una ferma opposizione alla costruzione dello SkyWalk, una piattaforma a sbalzo con pavimento in vetro prevista a 2.500 metri al Passo Paradiso, in località Monticelli, all’interno del Parco dell’Adamello. I portavoce Sara Onofrio e Dario Balotta denunciano “cementificazione d’alta quota”, grave impatto ambientale e un presunto “palese conflitto d’interessi” della società costruttrice SIT S.p.A., chiedendo la sospensione del cantiere e una Valutazione d’Impatto Ambientale.

La piattaforma a sbalzo, con il suo caratteristico pavimento in vetro, è in costruzione a 2.500 metri in località Monticelli. I materiali vengono trasportati in quota con elicotteri, operazione che, secondo Europa Verde, avviene in un’area estremamente sensibile come il Parco dell’Adamello. Il progetto è stato definito “cementificazione d’alta quota mascherata da valorizzazione”.

Le fondazioni, realizzate in cemento, acciaio e vetro, sorgono su “rocce nude bagnate dal sangue dei caduti della grande guerra”. L’area è inoltre un habitat vitale per specie protette come l’aquila reale e il gallo forcello. Il cantiere è attivo “in piena nidificazione”, con “decine di voli in elicottero al giorno” che destano preoccupazione per la fauna locale.

Nel comunicato diffuso, i Verdi sottolineano la contraddizione tra gli investimenti e la crisi climatica: “Mentre il ghiacciaio Presena perde il 40% di massa, si investe in 3 nuove cabinovie e cannoni per innevamento artificiale”. Questo modello di sviluppo è stato apertamente criticato come “da luna park, non da montagna”. I portavoce hanno ribadito che “in questa fase di crisi climatica le Alpi non hanno bisogno di un balcone per selfie”.

Un aspetto centrale della contestazione riguarda la gestione del progetto. L’intera operazione è affidata alla SIT S.p.A. (Società Impianti Turistici), una società privata con sede a Ponte di Legno, nel cuore della Valle Camonica. La SIT S.p.A. conta 142 soci e un capitale di 10 milioni di euro. Il suo statuto prevede che non distribuisca utili, ma li reinvesta interamente in nuovi impianti. Sara Onofrio e Dario Balotta definiscono questo meccanismo “perverso: più cemento, più profitto da reinvestire”.

Europa Verde evidenzia un “palese conflitto d’interessi”, dato che tra i soci principali della SIT S.p.A. figurano albergatori, commercianti e costruttori locali, i quali beneficerebbero direttamente dell’aumento di passaggi turistici. “Chi autorizza il consumo di suolo pubblico in area protetta è di fatto chi ci guadagna”, affermano i portavoce. Il Comune di Ponte di Legno, socio di minoranza della SIT S.p.A., viene accusato di “restare silente” di fronte a tale situazione.

Per queste ragioni, Europa Verde chiede con urgenza la sospensione immediata del cantiere e l’avvio di una Valutazione d’Impatto Ambientale approfondita e imparziale.

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