Bergamo, 8 settembre 2026 – Confesercenti Bergamo scende in campo mercoledì 9 e giovedì 10 settembre con le “Giornate Nazionali” per promuovere una proposta di legge di iniziativa popolare e contrastare la crescente “desertificazione commerciale” che affligge il territorio. I dati allarmanti parlano chiaro: dal 2019 al 2025 la città di Bergamo ha perso 176 imprese di commercio al dettaglio, con una perdita stimata di 26 milioni di euro di ricchezza. Anche la provincia di Bergamo non è immune, registrando nello stesso periodo un calo di 1.266 imprese e ben 190 milioni di euro sottratti all’economia locale.
L’iniziativa “Misure per la rigenerazione urbana dei servizi di prossimità” mira a raccogliere almeno 50.000 firme per portare la proposta in Parlamento. L’obiettivo è rafforzare il commercio di vicinato, considerato un pilastro fondamentale per la vitalità dei quartieri, la socialità e la sicurezza delle comunità. Negozi, botteghe e mercati rappresentano una ricchezza che si radica sul territorio, al contrario degli acquisti online che spesso delocalizzano il valore economico generato.
La proposta di legge introduce le ZESpro – Zone Economiche Speciali di Prossimità, uno strumento concreto che prevede agevolazioni fiscali, sostegno finanziario e semplificazione amministrativa per incentivare la presenza delle attività commerciali nei centri urbani e nei piccoli comuni.
Le giornate del 9 e 10 settembre saranno decisive per la raccolta firme. Sarà possibile firmare in diverse località della provincia di Bergamo e online:
- Dalla mattinata di mercoledì 9 settembre: presso la sede di Confesercenti Bergamo in via Guido Galli 8.
- Mercoledì 9 settembre (dalle 9 alle 12): al mercato di Lecco.
- Giovedì 10 settembre (dalle 9 alle 12): al mercato di Dalmine.
- Lunedì 14 settembre: al mercato di Clusone, un importante centro della Val Seriana.
- Domenica 20 settembre: presso il banchetto firme in Borgo Palazzo, in occasione della Festa del Borgo.
- Giovedì 25 settembre: durante lo Street Food di Treviglio.
Inoltre, è possibile firmare online fino a fine ottobre collegandosi al link: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009
Antonio Terzi, presidente di Confesercenti Bergamo, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “Difendere il commercio di prossimità non significa difendere il passato. Significa decidere quale modello di città e di territorio vogliamo per il futuro. I numeri che presentiamo rendono visibile un fenomeno che tutti percepiamo: quando scompare un’attività commerciale, il territorio perde qualcosa che va ben oltre il singolo negozio.”
Il presidente ha inoltre espresso gratitudine verso le amministrazioni locali e i rappresentanti politici bergamaschi che “al di là delle diverse appartenenze, hanno scelto di sostenere e accompagnare l’iniziativa, contribuendo alla raccolta delle firme e alla sensibilizzazione sul territorio.”
La “contabilità” di Confesercenti del processo di desertificazione commerciale rivela come la delocalizzazione dei consumi abbia effetti diretti sull’economia locale. Per ogni 100 euro spesi nelle attività fisiche, circa 70 si radicano nei territori, mentre per 100 euro spesi online, 70 si delocalizzano, allontanandosi dalla comunità.
A livello nazionale, dal 2019 al 2025, ben 111.455 attività commerciali hanno chiuso i battenti. Questa chiusura ha comportato una perdita stimata di oltre 16 miliardi di euro di ricchezza sottratta ai territori, oltre alla diminuzione di servizi, della coesione sociale e della sicurezza, valori non quantificabili ma fondamentali per la qualità della vita.
I dati di Bergamo e provincia sono particolarmente significativi. La città di Bergamo, dal 2019 al 2025, ha visto un calo di 176 imprese di commercio al dettaglio (da 1.645 a 1.469), pari a una diminuzione del 10,7% e una perdita di ricchezza di 26 milioni di euro. Nello stesso periodo, l’intera provincia di Bergamo ha perso 1.266 imprese (un calo del 12,8%), con una perdita di ricchezza stimata in 190 milioni di euro. Questi numeri evidenziano l’urgenza di intervenire per sostenere le attività di prossimità.
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