(Adnkronos) – Il percorso di innovazione europea nel calcolo quantistico trova una coordinata fondamentale nell'impegno strategico di OVHcloud, leader continentale del cloud che continua a potenziare la propria Quantum Platform con l'obiettivo di rendere accessibile e scalabile questa tecnologia di nuova generazione. L'occasione per fare il punto sugli ultimi sviluppi e sulle linee guida per il futuro del settore si è concretizzata durante le tappe parigine di VivaTech e France Quantum 2026, appuntamento quest'ultimo giunto alla quinta edizione, con oltre 1.500 partecipanti e 60 relatori riuniti per confrontarsi sui progressi tecnologici e sulle ricadute operative. In questo scenario articolato, che spazia dal rafforzamento dell'infrastruttura di Ricerca e Sviluppo alle collaborazioni chiave con l'ecosistema delle startup locali, Adnkronos Tech&Games ha avuto la possibilità di intervistare in esclusiva Fanny Bouton, Quantum & open innovation Lead di OVHcloud, che ha offerto uno spaccato dettagliato e profondo delle dinamiche industriali, geopolitiche e scientifiche in atto.
Fanny Bouton, Quantum & open innovation Lead di OVHcloud
Il posizionamento della piattaforma si basa prima di tutto su un modello di fruizione "as a service" pensato per democratizzare l'accesso alle risorse computazionali avanzate, integrando progressivamente diverse tipologie di QPU. In merito all'impatto dell'hardware quantistico e alle relazioni con i modelli tradizionali e l'intelligenza artificiale, spiega la Quantum & open innovation Lead di OVHcloud: "Allo stato attuale, l'intelligenza artificiale non rappresenta una soluzione per il calcolo quantistico, ma assistiamo piuttosto al contrario, ovvero all'intelligenza artificiale che ci aiuta a scoprire cosa possiamo fare in ambito quantistico. Belenos è un piccolo computer quantistico che serve principalmente a verificare ciò che facciamo in emulazione; avere questo tipo di computer quantistico online è fondamentale per capire dove ci posizioniamo dopo la simulazione e se tutto funziona correttamente sul fronte del calcolo quantistico reale, ma serve anche a darci il tempo di sviluppare una vera piattaforma quantistica con veri computer quantistici, QPU, permettendoci di aggiornare l'infrastruttura a ogni nuova macchina dotata di maggiore potenza." L'evoluzione dell'architettura digitale passa inevitabilmente per la capacità di far dialogare risorse eterogenee all'interno dei datacenter del futuro, tracciando un ponte tra i sistemi classici e i chip quantistici. In quest'ottica si inserisce la partnership strategica stretta da OVHcloud con Welinq per l'orchestrazione delle reti quantistiche. Spiegando la natura e i limiti di questa convergenza architetturale, Fanny Bouton precisa: "Bisogna considerare che i computer quantistici, o meglio le Quantum Processing Unit, le QPU, saranno come le GPU o le CPU, ovvero un nuovo tipo di calcolo che non sostituirà la vecchia infrastruttura, ma offrirà la possibilità di inviare un algoritmo su questo tipo di computazione, consentendo forse in futuro di scomporre e distribuire l'algoritmo tra CPU, GPU e QPU per ottenere risultati nettamente migliori rispetto a quelli attuali. Per essere precisi, i computer quantistici possono risolvere solo problemi di simulazione e ottimizzazione e non sostituiranno mai il calcolo classico, ma permetteranno semplicemente di andare più a fondo in quel tipo specifico di calcoli." Le implicazioni di questa capacità di calcolo integrata toccano settori ad alto valore strategico e di sicurezza, rendendo il fattore della sovranità digitale un requisito non negoziabile. Con il recente annuncio dell'integrazione di Belenos al Quantum Defence Summit, le ricadute operative spaziano dalla difesa alla sfera civile, restando ancorate a rigorosi standard di protezione dei dati, come osserva la Quantum & open innovation Lead di OVHcloud: "Tutto ruota attorno alla simulazione e all'ottimizzazione, come l'ottimizzazione del campo di battaglia o la simulazione di nuovi materiali per migliorare l'aerodinamica degli aerei; sappiamo che con l'IA si possono fare cose simili, ma con il quantistico in futuro potremo andare molto più a fondo con il potenziale di ridurre significativamente i tempi di calcolo in futuro, perché se si devono simulare i voli di oltre duecento aerei su più di otto città il problema diventa esponenziale e calcolarlo con un normale supercomputer HPC diventa complicatissimo, mentre il quantistico si rivela estremamente interessante, con ricadute che toccheranno anche le industrie civili, dal lusso alla cosmesi, fino alla creazione di farmaci migliori o alla risoluzione di modelli legati al meteo e al clima. Per quanto riguarda la sovranità dei dati, OVHcloud è un provider cloud europeo conforme al GDPR e non è soggetto al Patriot Act americano o alle normative cinesi, quindi garantisce per impostazione predefinita il rispetto dei dati dei clienti, gestendo la connessione ai computer quantistici nello stesso identico modo sicuro in cui gestisce i server tradizionali." Parallelamente, l'ampliamento della Quantum Platform di OVHcloud prevede l'ingresso, entro la fine del 2026, di Alloy Pioneer, il primo computer quantistico commerciale sviluppato da Quobly in Francia. La tecnologia si basa su qubit di spin in silicio su wafer FD-SOI da 300 mm per sfruttare la filiera industriale già consolidata dei semiconduttori. "Questa tecnologia spin nel silicio", sottolinea la Bouton sulle potenzialità di questo approccio per la scalabilità delle macchine, "che sfrutta la produzione standard di semiconduttori, appoggiandosi a realtà esistenti come STMicroelectronics nel sud della Francia, rappresenta una delle sei vie quantistiche che abbiamo in Francia ed è estremamente interessante perché, se riusciranno a gestire l'entanglement e le porte quantistiche per il calcolo, l'industrializzazione sarà facilissima e permetterà di scalare verso un gran numero di qubit su piccoli chipset facilmente replicabili in Europa, mettendoli decisamente nella corsa per le migliori tecnologie quantistiche industriali." La strategia d'insieme mira dunque a valorizzare un approccio multi-architettura, affiancando sistemi a fotoni, atomi neutri e silicio per evitare dipendenze tecnologiche e offrire alle aziende uno strumento concreto di benchmark. "OVHcloud ha deciso molto presto di proporre tutte le soluzioni disponibili e di stringere partnership con le startup nate dalla nostra ricerca, garantendo ai clienti la possibilità di testare e fare benchmark di tutte le soluzioni europee per supportare l'ecosistema, dato che i computer quantistici sono estremamente costosi e poche aziende possono permetterseli, mentre una soluzione pay-as-you-go democratizza l'accesso partendo da simulatori a tre centesimi all'ora e permette a ogni azienda di avviare progetti di ricerca e sviluppo, aiutando al contempo le startup a trovare clienti e raccogliere capitali per evitare che vengano acquisite da giganti americani o cinesi", chiarisce la Quantum Lead di OVHcloud, illustrando la visione dell'azienda nei confronti della crescita dell'ecosistema. Nonostante il progressivo abbattimento della soglia d'ingresso economica, la transizione dall'emulazione software all'hardware quantistico reale richiede ancora tempi tecnici di maturazione scientifica e industriale. Esiste quindi un divario che separa i simulatori dalle QPU operative, fa notare Fanny Bouton: "Gli emulatori servono per imparare a comprendere il funzionamento e preparare la matematica e l'algoritmo, un po' come guidare un kart prima di salire su una Formula Uno che non è ancora del tutto pronta e richiede tempo scientifico e industriale per avere più qubit; in futuro forse non avremo un unico grande computer quantistico, ma diverse piccole macchine connesse tramite memorie quantistiche." Il campo di applicazione delle tecnologie di nuova generazione dimostra così di saper travalicare i confini della ricerca teorica per toccare da vicino la gestione delle risorse ambientali. Attraverso l'erogazione di servizi informatici avanzati alla comunità di Destination Earth, l'Europa sta infatti lavorando alla costruzione di un vero e proprio gemello digitale del pianeta, uno strumento in grado di simulare scenari complessi a supporto delle politiche climatiche e territoriali. In questo contesto, le soluzioni sviluppate sul cloud sovrano diventano il tassello fondamentale per mettere in relazione la modellizzazione avanzata con le esigenze della sostenibilità, offrendo alla transizione ecologica una potenza di calcolo senza precedenti. "Esattamente come accade per il settore della difesa, la presenza di Destination Earth sulla piattaforma quantistica ha rappresentato una sfida ma anche un'opportunità straordinaria, poiché l'incrocio tra dati spaziali e dati terrestri offre prospettive incredibili. Immaginiamo ad esempio di avere un vigneto destinato a una produzione vinicola di altissimo pregio e di doverlo ricollocare a causa del cambiamento climatico, poiché tra dieci anni l'uva non potrà più crescere nello stesso posto. Attraverso il calcolo quantistico possiamo elaborare e simulare i dati provenienti dai satelliti per individuare con un’altissima precisione quale sarà la posizione migliore per quel vigneto tra un decennio", afferma la Bouton. "È una delle grandi promesse che speriamo di mantenere, e le applicazioni sono infinite: si potrebbe applicare lo stesso modello per spostare il bestiame verso pascoli migliori, privi di zanzare e con un'erba più nutriente. La vera complementarità con l'IA risiede nel fatto che, sebbene l'intelligenza artificiale consenta di elaborare enormi moli di dati, persino i sistemi HPC tradizionali possono incontrare notevoli difficoltà di calcolo quando lo spazio delle possibili soluzioni cresce in modo combinatorio o esponenziale;; il calcolo quantistico, invece, permetterà di spingersi più a fondo attraverso algoritmi decisamente più complessi." L'analisi offerta da Fanny Bouton, Quantum & open innovation Lead di OVHcloud mette in luce quanto l'evoluzione delle infrastrutture ad alte prestazioni non sia più una semplice questione di primato tecnico, ma un fattore determinante per l'equilibrio geopolitico globale. La sovranità computazionale diventa infatti lo spartiacque tra l'autonomia decisionale di un Paese e la sua dipendenza tecnologica da attori terzi, in un contesto internazionale sempre più segnato da tensioni commerciali, restrizioni all'export di componenti critiche e politiche protezionistiche. Garantire che l'Europa mantenga il controllo diretto sulla potenza di calcolo, sui data center e sugli algoritmi di nuova generazione significa proteggere gli asset strategici del continente, difendere la riservatezza dei dati industriali e scientifici e assicurare alle imprese locali un accesso libero e non condizionato alle tecnologie che definiranno i mercati del futuro. "Se guardiamo all'attualità geopolitica dell'ultimo anno, appare evidente che ci troviamo nel pieno di una vera e propria guerra tecnologica. Di recente abbiamo assistito a blocchi normativi statunitensi legati all'esportazione di modelli di IA verso altri paesi; questo ci dimostra quanto possa diventare critico lo scenario se una nazione decidesse improvvisamente di tagliare l'accesso alla potenza di calcolo quantistico a un altro blocco geografico. Sviluppare un'indipendenza e una sovranità europea significa prima di tutto essere liberi e garantirsi l'accesso a questa potenza strategica. In Europa abbiamo sia le startup che l'infrastruttura cloud; la parte più complessa ora è trovare i capitali necessari per finanziare queste startup e sostenerne la crescita. Siamo in una fase di forte consolidamento del mercato in cui le grandi realtà iniziano ad acquisire quelle più piccole. Portare queste startup europee e francesi sul cloud di OVHcloud e metterle in contatto con i clienti è l'unico modo per farle capitalizzare: se non trovano clienti sul nostro territorio, verranno inevitabilmente acquisite da giganti americani o cinesi, il che sarebbe un disastro per l'Europa. L'Europa deve spingere e sostenere questo ecosistema sovrano perché la vera domanda oggi non è solo chi possiede la tecnologia, ma chi sarà autorizzato a consumarla se altri paesi decidessero di non venderla più." Per sgombrare il campo dai timori e dalle speculazioni che spesso accompagnano il dibattito pubblico sul futuro delle tecnologie emergenti, occorre tracciare una linea di demarcazione netta tra il potenziale dei sistemi informatici tradizionali e la reale natura operativa delle nuove architetture. Il continuo sovrapporsi di concetti come intelligenza artificiale e calcolo quantistico rischia infatti di generare equivoci sulla portata e sui veri obiettivi di questa rivoluzione, alimentando ingiustificate paure su possibili derive o potenziamenti incontrollati dell'IA. Fare chiarezza sulle differenze architetturali e metodologiche che separano le due discipline significa prima di tutto comprendere come le QPU non siano nate per sostituire i modelli esistenti o per elaborare moli indistinte di informazioni, particolarmente indicati per alcune tipologie di problemi di simulazione e ottimizzazione. Un quadro concettuale che trova una precisa sintesi nel contributo di Fanny Bouton: "Fortunatamente il calcolo quantistico non genererà mai una AGI (Intelligenza Artificiale Generale), non è progettato per questo. Inoltre, contrariamente a un'opinione diffusa, il calcolo quantistico non gestisce i "Big Data", bensì lavora su volumi ridotti di dati complessi ("Small Data"). Di conseguenza, l'utilizzo è completamente differente: il quantistico si concentra sulla simulazione e sull'ottimizzazione, e al massimo potrà aiutare i modelli di IA ad apprendere in modo più efficiente partendo da dataset ridotti, ma non fornirà mai una potenza incontrollata all'IA. Potrà agire, per fare un parallelismo, come una sorta di potenziamento hardware specialistico (simile alle GPU), ma le QPU non daranno mai all'IA un potere totale o rischi imprevedibili. È fondamentale chiarire questa netta distinzione affinché le persone non abbiano paura di questa tecnologia: il quantistico non renderà l'IA pericolosa, ma aprirà la strada a innovazioni straordinarie per l'umanità, come la scoperta di nuove cure mediche."
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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