Bassa Bergamasca, aggredisce l’ex compagna con una lama ricavata da forbici: arrestato per tentato omicidio

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Grave episodio di violenza nella Bassa Bergamasca, dove una donna di 35 anni è stata aggredita nella notte del 20 settembre 2026 all’interno della propria abitazione. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’ex compagno l’avrebbe colpita più volte con una lama appuntita ricavata da un paio di forbici. La donna è ricoverata in Terapia Intensiva all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, con prognosi riservata e in pericolo di vita. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio.

L’allarme è scattato intorno all’una di notte in un comune della pianura bergamasca. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Urgnano, che all’arrivo hanno trovato i sanitari impegnati a soccorrere la donna, riversa a terra nei pressi dell’ingresso dell’abitazione e con profonde ferite da taglio.

La vittima, italiana classe 1991, è stata inizialmente trasportata in codice giallo all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Gli accertamenti hanno però evidenziato diverse lesioni penetranti al collo, al torace e alle braccia. Le sue condizioni si sono successivamente aggravate ed è stato disposto il ricovero in Terapia Intensiva, con prognosi riservata.

L’aggressione sarebbe avvenuta davanti al figlio di quattro anni della coppia. Secondo quanto emerso dalle prime indagini e dalle testimonianze raccolte dai Carabinieri, l’ex compagno avrebbe utilizzato una lama appuntita ricavata da un paio di forbici in acciaio.

Durante i drammatici momenti dell’aggressione, un’abitante dello stesso stabile sarebbe riuscita a mettere in salvo il bambino, portandolo nel proprio appartamento prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Il piccolo è stato poi affidato ai nonni materni.

Dopo l’aggressione, il presunto responsabile si sarebbe allontanato a piedi. I Carabinieri hanno immediatamente avviato le ricerche e lo hanno rintracciato poco distante, seduto nei pressi di un santuario della zona.

L’uomo, cittadino marocchino classe 1995, non avrebbe opposto resistenza e, secondo quanto riferito dai Carabinieri, avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Al momento del fermo presentava ancora tracce di sangue sulle mani e non aveva riportato lesioni.

Dagli accertamenti è inoltre emerso che l’uomo era già destinatario di un provvedimento del Tribunale per i Minorenni che gli vietava di avvicinarsi all’abitazione e ai luoghi frequentati dal figlio. Risultava inoltre già indagato in passato per rapina, lesioni personali e spaccio di sostanze stupefacenti ed era stato raggiunto da un avviso orale.

Alle 2.30 della notte, considerata la gravità delle ferite riportate dalla donna e, secondo gli investigatori, l’idoneità dell’azione a provocarne la morte, l’uomo è stato arrestato in flagranza per l’ipotesi di tentato omicidio.

Su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, è stato quindi trasferito nella Casa Circondariale di Bergamo.

Nella giornata di lunedì 21 settembre si è svolta l’udienza di convalida. Al termine, il GIP ha disposto nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere.

Le indagini sul grave episodio avvenuto nella Bassa Bergamasca sono ancora nella fase preliminare. Come precisato dagli stessi Carabinieri, nei confronti dell’indagato vale la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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